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Terremoto, Casa Italia: che fine ha fatto il progetto?

All’indomani del nuovo terremoto che ha colpito il Centro Italia, si torna a parlare del progetto Casa Italia, lanciato dal premier Matteo Renzi subito dopo il disastro del 24 agosto scorso. Casa Italia dovrebbe essere infatti un percorso a lungo termine che porti il Paese a mettere in sicurezza i propri edifici dai sismi nonché dal dissesto idrogeologico, soprattutto nelle zone a maggiore rischio. A che punto è questo progetto? Cosa stanno facendo gli esperti per evitare altri disastri come quello di Amatrice e Arquata del Tronto? A parlare a Il Sole 24 Ore è proprio il responsabile a Palazzo Chigi del progetto Casa Italia, Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano.

La parola chiave del progetto Casa Italia contro i rischi del terremoto è certamente prevenzione e per far ciò gli esperti al momento stanno raccogliendo i dati per un grande “database” con tutte le informazioni di rischio Comune per Comune, aree subcomunali nonché singoli edifici. “Immagini un grande foglio excel in cui ho tutti gli 8mila comuni italiani, e per ciascuno posso individuare il livello di rischio di pericolosità sismica, idrogeologica, la presenza di impianti chimici, il rischio vulcanico eccetera” ha spiegato Azzone. “Stessa cosa per gli edifici e la relativa vulnerabilità: per sapere quanti edifici sono in condizioni deteriorate e quindi con forte vulnerabilità, e quante persone vivono in questi edifici”. Informazioni poi da collegare con altri dati, ad esempio relativi a indici di popolamento e spopolamento delle zone per capire quali sono i luoghi in cui è fondamentale intervenire prima. Un primo step del progetto Casa Italia per far fronte al rischio sismico che dovrebbe concludersi entro fine anno, al massimo entro gennaio.

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Ad ogni modo saranno quattro fondamentalmente le basi, le linee guida, che andranno a formare il progetto Casa Italia contro il rischio terremoto: informazioni su territorio e immobili (di cui sopra), dote finanziaria, interventi-pilota e formazione. Strettamente legato al secondo punto, la dote finanziaria, c’è certamente il Sismabonus inserito nella Legge di Stabilità che però vive parallelamente a Casa Italia, non ne discende. Per questo motivo andrà monitorato se funzionerà e quindi pensare ad ulteriori interventi sui quali puntare. Intanto la squadra di Casa Italia pensa alle soluzioni tecniche fattibili con il supporto di Renzo Piano e del suo team: “Stiamo individuando le tipologie costruttive, ma il passo immediatamente successivo è individuare i passi procedurali, perché il problema diventa: in base a quale procedura identificare i dieci edifici reali oggetto della sperimentazione?” ha sottolineato Azzone.

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