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Terremoto in centro Italia aggiornamenti, il dramma degli sfollati: il numero sale a 40mila

Crolli in circa 100 comuni del centro Italia, almeno 40mila gli sfollati, questo il tragico bilancio del sisma che da giorni sta colpendo le aree tra Umbria, Marche e Lazio. La scossa di magnitudo 6.5 verificatasi ieri, domenica 30 ottobre, in Umbria, con epicentro fra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera, ha fatto crollare la Basilica di San Benedetto e la cattedrale di Santa Maria argentea, a Norcia, lasciando in piedi solo parte delle facciate e delle strutture.

Il numero degli sfollati solo nelle Marche è salito a 25mila, lo ha confermato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli: “Il numero degli sfollati è più che raddoppiato rispetto all’inizio del sisma”; fortunatamente non ci sono vittime: “Abbiamo una ventina di feriti, alcuni dei quali in codice giallo”, conferma il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio: “Confermiamo tutte le criticità dal punto di vista dei crolli, sia nelle aree storiche centrali, dell’epicentro, ma anche al di fuori di queste”.

A Norcia la prima notte dopo la scossa di magnitudo 6.5 gli sfollati l’hanno trascorsa in auto o nelle strutture di accoglienza; molti di loro hanno chiesto di avere le tende, scegliendo di rimanere in città pur essendo le abitazioni inagibili, e loro impossibilitati ad entrarvi per paura di nuovi devastanti crolli. La Regione ha già assicurato la popolazione colpita dal sisma che in giornata saranno allestite delle tensostrutture collettive che permetterà loro di trascorrere la notte al sicuro, “in modo che nessuno sia costretto a rimanere in auto”.

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Non ha mai cessato di lavorare a Norcia la macchina dei soccorsi della Protezione Civile: qui sono circa 15mila le persone che stanno ricevendo assistenza, 500 delle quali sono state accolte in strutture alberghiere nell’area del Trasimeno, e circa 4mila negli alberghi siti nella costa adriatica. A questi sfollati si aggiungono circa 3mila persone in Umbria e 7mila nelle Marche, accolte in strutture di prima accoglienza gestite dai comuni. Ovviamente si tratta di numeri non definitivi e in continuo aggiornamento, vista la precarietà della situazione dovuto allo sciame sismico in atto.

Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, dalla Sala operativa provinciale della Protezione civile a Macerata, ha fatto sapere che “da 10mila rischiamo di arrivare a 100mila persone che avranno bisogno di essere assistite, l’area interessata sta toccando, oltre al Maceratese, anche Ancona”, in quanto con lo sciame sismico in corso che non si arresta, “si rischia di arrivare a 100mila sfollati”.

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