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Terremoto centro Italia, il sindaco Pirozzi a un mese dal sisma: “A Pasqua mi aspetto la resurrezione di Amatrice”

A un mese esatto da quel terribile 24 agosto 2016, quando, alle ore 3,36, un violento sisma di magnitudo 6.0 devastò il centro Italia facendo 297 vittime, il sindaco di Amatrice, centro tra i più colpiti dal terremoto, parla dei lavori di ricostruzione e del suo auspicio per il futuro.

Il primo obiettivo è quello di “levare le tende, ma va ricostruito anche il tessuto economico. Non voglio il presepe, se no poi arriva qualche deficiente a farsi i selfie tra le macerie” – così, schietto e pungente come sempre, il sindaco Sergio Pirozzi, ai microfoni della trasmissione ‘Ho scelto Cusano’, su Radio Cusano Campus – “A Pasqua mi aspetto la resurrezione di Amatrice. Non permetterò che qualche cattiva persona si approfitti della solidarietà degli italiani. Non ho ancora avuto tempo per pensare al mio dolore, ma un allenatore di calcio è sempre solo”.

Notevole la sua sollecitudine affinché, visto anche il sopraggiungere del freddo autunnale, tutti gli sfollati che da un mese vivono accampati nelle tendopoli, trovino una sicura sistemazione: “Il fuoco della passione c’è sempre, non si spegne mai … Noi ci dobbiamo sbrigare a levare le tende, per due motivi: uno legato alla consegna delle aree per avviare tutto il percorso legato alla costruzione delle case. L’altro motivo è che non ci sono più le condizioni di vivibilità, fa freddo.”.

L’auspicio del primo cittadino Pirozzi è che la ricostruzione degli edifici sia contestuale alla ripresa economica di Amatrice “perché quando ci saranno le case dovranno esserci anche quelle 54 attività economiche che sono state distrutte dal terremoto. Solo con le case ci facciamo poco”. Pirozzi poi lancia la sfida: la ‘Resurrezione’ di Amatrice entro il 17 aprile, giorno di Pasqua, ovvero la consegna delle case ai terremotati.

Il sindaco non ha dimenticato inoltre di ringraziare per la solidarietà ricevuta, “è partita la macchina della solidarietà che è straordinaria”, evidenziando tuttavia che “però gli uomini si dividono in brave persone e cattive persone. La stragrande maggioranza sono brave persone …”, e sulle donazioni ha detto: “Se arrivano sul conto corrente nostro va bene, fermo restando che ogni cittadino può decidere dove mandarle. Stiano attenti però, perché ho già denunciato 5-6 truffe. Scelgano situazioni sicure, che abbiano una rendicontazione puntuale per non correre rischi”.

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