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Terremoto Centro Italia: solo il 25% delle case italiane è antisismica

Mentre la conta dei morti sale e i soccorritori scavano a mani nude per ritrovare chi è ancora disperso, già si pensa alle cause di tanta distruzione; se purtroppo i terremoti non sono largamente prevedibili da mettere in sicurezza le persone, le case antisismiche in zone ad alta pericolosità come il Centro Italia dovrebbero essere la norma. Da quanto spiega invece Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, solo le nuove costruzioni seguono le tecniche antisismiche ma si parla di una percentuale del 25%:l’Italia è costituita in gran parte da “un patrimonio storico vecchio, con edifici ancora costruiti in pietra o materiali non sempre resistenti”.

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Eppure se si può comprendere il crollo di edifici Cinquecenteschi o Secenteschi, dei centri storici e dei palazzi dei secoli passati, anche se potrebbero e dovrebbero essere messi in sicurezza, a crollare sotto le scosse del terremoto che ha colpito il Centro Italia come l’Emilia Romagna o l’Aquila negli anni passati, sono stati anche edifici costruiti nel secondo dopoguerra se non negli anni Duemila e ciò è dovuto, come spiega il presidente Zambrano al fatto che “In Italia si continua a investire poco in prevenzione e dopo ogni terremoto cambia sempre troppo poco” che continua: “E’ assurdo constatare come in una compravendita di un immobile venga chiesto il certificato di classe energetica e non un documento che attesti l’adeguamento dello stesso alle norme antisismiche. Per legge viene imposta la revisione delle auto eppure non siamo pronti a investire, spendere soldi, per proteggerci dai terremoti”.

Ad oggi infatti la legge italiana prevede infatti che solo gli edifici di nuova costruzione siano portati al tetto secondo tecniche e regole antisismiche mentre per i vecchi edifici, che è possibile mettere in sicurezza con dei lavori, tutto è nelle mani dei proprietari che dovrebbero fare questi ammodernamenti di tasca propria e volontariamente. In Italia malgrado le vittime sempre più numerose e i danni economici però non si riesce ad entrare nella cultura “antisismica” né in quella assicurativa: meno dell’1% dei 33 milioni di case in Italia è assicurato contro i danni di un terremoto malgrado il Belpaese sia lo Stato più colpito in Europa da questo tipo di calamità naturale.

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