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Terremoto, intervista al sindaco di Amatrice: “Ci serve la speranza” [AUDIO]

Amatrice è il borgo che ha pagato il peggior tributo di sangue in questo sisma che ieri ha sconvolto il Centro Italia. Il sindaco dello splendido paesino, Sergio Pirozzi, l’aveva detto subito: “Amatrice non c’è più“. La nostra Michela Becciu è riuscita a mettersi in contatto con il primo cittadino; il telefono squilla e lui risponde con la voce tetra, si è abituato in fretta ai cronisti che gli chiedono aggiornamenti e snocciola con efficiente stanchezza le cifre tragiche.

Al momento sono 190 morti, però si continuano le ricerche perché risultano ancora dei dispersi. La situazione degli sfollati è invece è stata ben gestita; abbiamo un palazzetto dello sport che è coperto.” La prima notte è passata così dopo l’evento che ha cambiato i connotati al paesino. Quando gli chiediamo di cosa possano avere bisogno impellente, se ci siano necessità immediate da segnalare Pirozzi ci dice: ” I soccorsi sono presenti, al momento dobbiamo soltanto riuscire a ripristinare un pochino di tranquillità. Ringraziando il grande cuore di tutti posso dire che non ci serve niente. Ecco quello che ci serve è la speranza.” 

Il sindaco ci ha spiegato di non aver mai abbandonato le operazioni di soccorso non avendo dormito nelle ultime 28 ore. Eppure notiamo una risolutezza, nell’orrore, quando al termine dell’intervista è lui che pare voler fare coraggio a noi dicendoci “Ce la faremo“.

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