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Terremoto Italia: le bufale nate sul web, dal SuperEnalotto alla magnitudo falsificata

Silenzio, si lavora per salvare i superstiti nel Centro Italia scosso dal terremoto delle 3:36 del 24 agosto. Eppure sul web sono nate tantissime bufale e notizie false sul sisma che ha scosso la terra nel reatino, asolano e aquilano. Ancor prima di registrare il caso del primo sciacallo colto a rubare all’interno di un’abitazione, sul web è stato registrato un altro tipo di sciacallaggio. Si fa leva sui sentimenti dopo la notizia dei 278 morti, spronando gli animi dei leoni da tastiera a condividendo petizioni nel nulla. Alcune bufale nate in queste ore sono molto gravi, come quella della falsificazione della magnitudo del terremoto. Stando alle voci del web, lo Stato avrebbe taroccato la potenza del sisma da 6.2 a 6.0 per evitare il pagamento dei costi di ricostruzione.

La bufala prende forma da una legge mai esistita, secondo cui ci sarebbe una soglia al rimborso, fissata a 6.1 gradi. Basterebbe un po’ di intelligenza per capire la falsità di determinate affermazioni. L’articolo a cui si fa riferimento nella bufala è relativo al decreto-legge n.59 del 15 maggio 2012 poi convertito nella legge n.100 del 12 luglio 2012: un generale riordino della Protezione civile. Non esiste ad ora nessun tipo di limite ai risarcimenti. Altra prova a sostegno della falsità di queste affermazioni è data dal calcolo del risarcimento che si affida ad un’altra scala, quella Mercalli.

Passiamo poi al jackpot del SuperEnalotto, bufala promossa anche da alcuni esponenti politici. La Sisal è una società privata che gestisce il concorso su concessione statale. Le strade sono due in questo caso, o si devolve la percentuale pagata allo Stato, ma in questo caso è lo Stato stesso a varare somme per ricostruzione e messa in sicurezza, vedi i 50 milioni di Euro appena sbloccati, oppure la Sisal si impegna ad una donazione gratuita. Ultima, ma forse più grave, è quella relativa ai profughi. Il pocket Money dei rifugiati non ammonta a 30 Euro al giorno, ma si ferma ai soli 2,5 Euro. La maggior parte dei fondi con cui vengono pagate le strutture per l’alloggio dei rifugiati provengono inoltre dall’Unione Europea e sono di fatto bloccati da un mandato specifico. Silenzio è il momento di scavare.

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