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Terremoto, rischio sismico in Italia: le zone più pericolose paese per paese [MAPPA]

Il Terremoto che sta colpendo il Centro Italia nelle ultime ore riporta in voga, purtroppo, il tema rischio sismico. La penisola del Bel Paese, purtroppo, quando si parla di sisma non può dormire sonni tranquilli, come si può notare dalla mappa pubblicata nel 2006 in Gazzetta Ufficiale dall’INGV in seguito alla nuova Classificazione del rischio sismico. Analizziamo, grazie alla cartina geografica, quali sono le zone più pericolose in Italia partendo dall’alto rischio fino alle zone che possono dormire tranquillamente. Nei giorni scorsi, come riportiamo anche in questo lungo articolo, abbiamo spiegato come leggere la mappa fornita dall’INGV. Adesso, invece, analizziamo l’ultimo lavoro effettuato dalla Protezione Civile che ha rilasciato una mappa con cui prendere in esame la situazione, all’interno della nostra Penisola, di ogni singola frazione.

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La scala nazionale, su cui si basa la colorazione della mappa, va da 1 (maggiore pericolo) a 4 (minore pericolo). L’obiettivo è ridurre gli effetti dei terremoti attraverso la prevenzione. Alcune regioni hanno aggiunto ulteriori sotto-classificazioni di cui si dà conto nelle finestre di pop-up che si aprono cliccando sul singolo comune.

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La legenda:
Zona 1 colorata in VIOLA (Pericolosità alta);
zona 2 colorata in GIALLO E ARANCIONE (Pericolosità Elevata);
Zona 3 colorata in VERDE E AZZURRINO (Pericolosità Media);
Zona 4 colorata in BIANCO E GRIGIO (Pericolosità Bassa).

rischio-sismico

CLASSIFICAZIONE INGV

La divisione delle Zone, nella Classificazione fornita dall’INGV a partire dal 2002, è la seguente:

Zona 1 – È la zona più pericolosa. Possono verificarsi fortissimi terremoti
Zona 2 – In questa zona possono verificarsi forti terremoti
Zona 3 – In questa zona possono verificarsi forti terremoti ma rari
Zona 4 – È la zona meno pericolosa. I terremoti sono rari

La modifica attuata nel 2003 con la nuova Classificazione porta alla cancellazione del territorio “non classificato”, e viene introdotta la zona 4, nella quale è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazione antisismica. Nella documentazione fornita dall’INGV si legge come grazie alla nuova classificazione del rischio sismico: “L’attuazione dell’ordinanza n.3274 del 2003 ha permesso di ridurre notevolmente la distanza fra la conoscenza scientifica consolidata e la sua traduzione in strumenti normativi e ha portato a progettare e realizzare costruzioni nuove, più sicure ed aperte all’uso di tecnologie innovative.”

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Come va letta la mappa fornita dall’INGV per le zone a rischio sismico?

 

RISCHIO SISMICO ZONA 1

Partendo dalla Zona Viola possiamo notare come le Regioni a maggiore rischio sismico partano dall’Abruzzo, ovvero da L’Aquila, e attraversino il Molise in parte (Campobasso), la Campania (con altissimo rischio nella zona di Benevento) per poi prendere tutta la Calabria fino alla punta dello Stivale, ovvero Reggio Calabria. Da non sottovalutare, secondo gli esperti, la zona del siracusano dove la mappa si colora di VIOLA, ovvero Zona 1. Una piccola sezione di pericolosità alta si registra nelle zone del Friuli Venezia Giulia, al confine con la Slovenia.

RISCHIO SISMICO ZONA 2

Per quanto riguarda la Zona 2, ovvero pericolosità Elevata, la mappa colora un po’ tutta la zona del Centro Italia, ovvero quella colpita dai terremoti più recenti. Al Nord a rischio è solo la zona di Vicenza. Poi si scende in Emilia Romagna con poco rischio nella zona di Bologna, Reggio Emilia e Modena, mentre la Toscana si divide in elevato rischio e pericolosità media: la zona a dover tremare maggiormente è quella di Castelfiorentino. Le Marche, come noto da ieri, sono a elevato rischio così come l’Umbria. Il terremoto fa spesso tremare anche le zone del Salento, Manfredonia e Foggia. Elevato rischio, ovvero Zona 2, si registra anche sulla parte orientale della Sicilia, vale a dire la zona tra Messina e Palermo sebbene, sull’Isola meridionale, il maggior rischio lo corre Catania per la presenza dell’Etna.

RISCHIO SISMICO ZONA 3

Passiamo, adesso, ad analizzare la Zona 3 con una pericolosità media ma che non va sottovalutata. In linea di massima tutti i confini con il mare vengono colorati di verde, come si può vedere sulla mappa, dall’INGV. Tutta la zona del Piemonte e della Valle D’Aosta è colorata in verde, così come la Toscana e parte del Lazio (zona di Viterbo, ndr.). Pericolosità ancora più leggera, invece, per la Lombardia.

RISCHIO SISMICO ZONA 4

Infine, chiudiamo questa analisi prendendo in esame la Zona 4, ovvero dove secondo gli esperti la pericolosità è molto bassa: tutta la Sardegna può dormire sonni tranquilli, così come la zona di Brindisi in Puglia e Trapani in Sicilia. Basso rischio anche per la zona del Trentino Alto Adige e per i confini di Milano.

 

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