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Terrorismo, a Quarto Grado: dall’Achille Lauro al Bataclan di Parigi la strategia della paura

A Quarto Grado a quasi un mese dagli attacchi terroristici di Parigi si è tornati a parlare della strategia della paura che contraddistingue gli atti efferati contro persone inermi e in momenti di serenità o divertimento, come al teatro Bataclan di Parigi. Nella trasmissione di Retequattro si è tornati sulla vicenda dell’Achille Lauro, la nave da crociera italiana che nell’ottobre del 1985, fu dirottata da quattro terroristi del Fronte per la Liberazione della Palestina che presero in ostaggio i 545 passeggeri a bordo, mentre si trovava in acque egiziane. L’allora presidente del Consiglio, Bettino Craxi, fu protagonista di una pagina storica per l’Italia che seppe gestire una partita internazionale delicatissima. I terroristi dell’Achille Lauro, attraverso una trattativa diplomatica durata qualche giorno, avevano ottenuto un salvacondotto in cambio della liberazione della nave, ma a condizione che tutti i passeggeri fossero incolumi. In realtà sulla nave si era consumato un delitto orrendo: i terroristi avevano ucciso un anziano cittadino americano paraplegico e costretto sulla sedia a rotelle, Leon Klinghoffer e ne avevano buttato il corpo in mare. La liberazione dei terroristi, quindi, non poteva più essere garantita e lo Stato italiano avanzò il diritto di processarli o di estradarli, ma l’America si opponeva e a Sigonella nella base militare americana, dove era atterrato a forza, costretto da aerei americani, l’aereo egiziano con a bordo i quattro terroristi, si verifiò un braccio di ferro tra militari americani e italiani. Craxi non volle cedere sul principio che il delitto era stato commesso sulla nave italiana e quindi la giurisdizione era italiana e dopo diverse ore il presidente Ronald Reagan fece ritirare i suoi militari davanti alla determinazione del primo ministro italiano.

A Quarto Grado, il giornalista Simone Toscano ha intervistato i sopravvissuti della nave che a trent’anni dai fatti portano impressi nella loro mente ogni attimo di terrore vissuto. Si trattava di un terrorismo laico non pervaso da ideologie religiose che già nel 1985 si cominciavano a temere. Nello studio di Quarto Grado la figlia di Bettino Craxi, Stefania, che ha anche parlato del libro “La notte di Sigonella” in cui si racconta la vicenda dell’Achille Lauro, ha ricordato l’importanza del ruolo che l’Italia si assunse negli anni ottanta per mantenere la pace del Mediterraneo.

Gli attacchi terroristici a Parigi, sono stati però dei veri e propri “atti di guerra”, portati avanti da un califatto che si è autoproclamato tale. I govenanti attuali saranno capaci di affrontare l’emergenza terrorismo, sia pure in un quadro politico molto mutato, alla stregua dei predecessori come Bettino Craxi?

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