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Testamento Biologico Legge: banchi vuoti e silenzio assordante, così l’Italia rischia di restare indietro

Il Testamento Biologico diventerà legge? Probabilmente sì,  alla fine della fiera si riuscirà a raggiungere questo ‘storico’ traguardo con il consueto ritardo italiano quindicennale. Non sarebbe una novità, chiaramente. Certo, non è neanche minimamente accettabile che nel Bel Paese, affinché si possa riportare in auge temi sociali di primissima importanza – quale il Testamento Biologico – si debba sempre attendere la tragedia. L’ultima, in ordine cronologico, è quella di Dj Fabo che, con il suicidio assistito in Svizzera, ha dato risalto mediatico al tema Testamento Biologico. E ieri, lunedì 13 marzo 2017, in Italia la data è stata, in qualche verso, storica. Motivo? Finalmente Camera e Senato discutono per far diventare il Testamento Biologico Legge. Ma si sa, se non c’è di mezzo una bagarre politica non c’è neanche l’alto interesse. E forse, dando risalto ai banchi vuoti e al silenzio assordante dei Palazzi romani, il risultato potrà essere diverso la prossima volta. Il Testamento Biologico va discusso seriamente. Non per mezzo stampa, né con dichiarazioni di circostanza. Non si può prendere sottogamba un tema sociale di fondamentale importanza, diventato uno dei punti cardine di Paesi più piccoli – geograficamente – del nostro Stato ma capaci di essere all’avanguardia in termini sociali.

—> TESTAMENTO BIOLOGICO: 5 PUNTI CARDINE

C’era più gente fuori Montecitorio. Già, perché restare fuori può far più notizia che essere seduti sui propri banchi a discutere, coerentemente con le proprie idee, sul Testamento Biologico. E soprattutto perché doverlo fare in Camera e Senato sarebbe ben diverso che sui Social Network. Facebook e Twitter, luoghi di dibattito apprezzati dagli esponenti politici di qualsiasi colore. Toni accesi e aggressivi. C’è anche chi, per esempio, si è preso una sospensione di 30 giorni per i suoi commenti contro Dj Fabo e il Testamento Biologico (leggi Mario Adinolfi). E sì, ci risponderanno che ieri, come di consueto, non era né martedì né giovedì. Direte voi, i giorni della settimana li conosciamo da noi. Ma in Italia, madre patria della Burocrazia, il lunedì è solo giorno di discussione generale del Testo. E va bene, se lo discutano in 17-20. Perché il Testamento Biologico merita questa attenzione in aula. Gli altri restino fuori a chiacchierare sul Lingotto, su Salvini e i cortei, sul Reddito di Cittadinanza. 

—> DIFFERENZE TRA EUTANASIA E SUICIDIO ASSISTITO

La discussione si accenderà a Palazzo Madama. Lì sì che diventerà il Testamento Biologico che piace ai ‘governanti’: bisognerà giocare sulle tattiche politiche. Ed ecco che arriverà l’ostruzionismo di Ncd, Lega Nord e chi in Forza Italia, non tutti, è contrario alla legge che porta come prima firmataria la deputata dem Donata Lenzi. Quante sono le probabilità che questa volta il disegno di legge sulle volontà di fine vita venga approvato? Marco Cappato, che ha assistito dj Fabo in Svizzera, invita a non farsi illusioni. Per lui, infatti, è concreto il rischio rinvio. Il governo è spaccato, la maggioranza che vota a favore spera che il testo passi indenne dagli emendamenti. Anzi che venga integrato dall’inserimento della sedazione palliativa continua e profonda che aiuterebbe il paziente a morire senza soffrire. E Daniela Santanché sembra essere già pronta per le ospitate televisive. Il suo commento di ieri non lascia spazio a dubbi.Decidere di morire non è un atto di coraggio e lo Stato italiano non dovrebbe sostenere questo atteggiamento. Nessuno in un paese civile può sentirsi libero di non curarsi”.  Ecco, forse sarebbe meglio il silenzio…
*Photo Credits: www.facebook.com*

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