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Testamento Esselunga: l’impero di Caprotti a moglie e figlia che ereditano il 66,7% della società

L’impero di Bernardo Caprotti, patron di Esselunga deceduto il 1° ottobre all’età di 91 anni, andrà nelle mani della moglie e della figlia Marina. È messo nero su bianco nel testamento che ha lasciato: il controllo di Supermarkets italiani va alla moglie Giuliana Albera e alla figlia Marina, che adesso dispongono del 66,7% della società, in virtù della quota del 25% di cui poteva disporre il fondatore, che l’ha lasciata a loro. Ai figli di primo letto di Caprotti, Violetta e Giuseppe, è andato il restante 30% delle quote, nella misura del 15% a testa.

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La notizia è giunta ieri sera 5 ottobre, dopo che alle 18 è stato aperto il testamento dell’imprenditore nello studio del notaio Carlo Marchetti“Il 70% circa delle azioni rappresentanti il capitale sociale di Supermarkets Italiani S.p.A” – la holding di controllo di Esselunga – “ha formato oggetto di donazione in vita a favore del coniuge Giuliana Albera Caprotti e della figlia Marina Caprotti, in via tra loro congiunta”.

Sempre ieri, il CdA di Supermarkets Italiani Spa ha deliberato di nominare Presidente, in sostituzione di Bernardo Caprotti, il professor Piergaetano Marchetti. Esselunga ha poi fatto sapere in una nota che “in considerazione della scomparsa del dottor Bernardo Caprotti”, è stato deliberato “di non dar corso, allo stato, ad operazioni relative alla controllata Esselunga”. Stop alle procedure di vendita, quindi.

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