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Tg1, ascolti ai minimi: la concorrenza del Tg5

“E’ la concorrenza bellezza!” potrebbe affermare qualcuno. “Ma è il Tg1!” potrebbe rispondere qualcun altro. E come non dargli torto, il Tg1 il primo telegiornale d’Italia sta soffrendo la concorrenza del Tg5 che negli ultimi tempi lo sorpassa negli ascolti. La cosa è allarmante per i vertici Rai perché il tg di Rai1 non può permettersi di essere secondo a nessuno. Allora ci si domanda quali sono le cause del calo degli ascolti?

Le cause sono tante e sono sia tecniche, che editoriali e “politiche“. Partendo dall’aspetto tecnico il Tg1, come tutti gli altri telegiornali eccetto quello di La7, hanno visto un calo di ascolti a causa della possibilità da parte di tutti di poter ricevere le notizie in tempo reale e di non aspettare l’edizione della sera, via internet e tramite i canali all-news Rai News, Sky Tg24 e TGCom24. Non solo notizie ma c’è anche l’incremento dell’offerta televisiva, dai canali all-news in primis ai nuovi canali che il digitale terrestre offre e infine il traino, i due quiz del preserale “L’eredità” e “Avanti un altro!” che vanno in onda su Rai1 e su Canale5 sono un ottimo traino per i rispettivi telegiornali e nell’ultimo periodo il quiz di Paolo Bonolis ha recuperato molto terreno negli ascolti tanto da dare un buon traino al Tg5.

Augusto Minzolini

Riguardo l’aspetto politico ed editoriale il crollo degli ascolti del Tg1 sarebbero causati dalla vecchia gestione di Augusto Minzolini che ha portato la linea editoriale del Tg1 dallo stile istituzionale a uno stile schierato tanto da essere quasi paragonato al Tg4 e Studio Aperto, telegiornali che insieme al Tg1 minzoliniano venivano sanzionati dall’Agcom. D’altronde si sa che la gestione Minzolini non è stata una gestione che trovava gradimento sia da parte del pubblico che da parte della redazione, ciò che fu contestato all’ex “direttorissimo” (ora futuro “senatorissimo”) furono gli editoriali schierati, la rimozione di volti storici del Tg1 e i servizi banali che prendevano sempre più spazio nelle edizioni del telegionale. Poi a fine 2011 Minzolini fu rimosso perché indagato dalla Procura di Roma per le note spese con la carta di credito aziendale, anche se la sua ossessione di tornare al Tg1 fu talmente forte che chiese il reintegro ma alla fine fu rigettato, ma la sua ossessione continuo fino a gennaio 2013 quando fu annunciata la sua candidatura a senatore nelle liste del PDL.

Minzolini se ne andato ma i problemi sono rimasti, anzi aumentati, dopo l’ex “direttorissimo” fu nominato ad interim Alberto Maccari che alla fine si è occupato di ordinaria gestione cercando di ripristinare quello stile istituzionale che Minzolini aveva eliminato, la direzione Maccari fu di transizione e perse anche contro il Tg5 tanto che Minzolini rinfacciò alla Rai il fatto che durante la gestione il telegiornale non abbia perso quasi mai contro la concorrenza.

Dopo il periodo di transizione la Rai dei tecnici ha nominato Mario Orfeo come nuovo direttore del Tg1 e già dall’inizio la strada cominciò ad essere in salita e già ha preso qualche colpo dal Tg5. Da qualche anno il Tg1 sfora l’orario di programmazione tanto da andare a chiudere alle 20.35 e non alle 20.30 come previsto, cosa che ormai accade da qualche anno, per cercare di recuperare qualche punto di share nei confronti del Tg5 anche se a farne le spese è il Tg2 che parte svantaggiato e affossato dal tg di Rai1.

Il Tg1 è moribondo e Orfeo ha preparato il piano editoriale con lo scopo di rilanciare il telegiornale, sia nel piano degli ascolti che nella credibilità, con un’approvazione a larga maggioranza da parte della redazione. Che sia un buon segno per il rilancio del primo telegiornale italiano?

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