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Thailandia ciclone tropicale: la furia di Pabuk si placa ma i danni sono ingenti

Non si è fatto attendere Pabuk, il ciclone tropicale che, come previsto, si è abbattuto sulla regione meridionale della Thailandia nella giornata di ieri, venerdì, lasciando dietro di sé una lunga scia di rovine e devastazione. Piogge incessanti, mareggiate spaventose e venti sugli 80 chilometri orari hanno divelto tutto ciò che hanno trovato lungo il percorso; palme sradicate, pali della luce abbattuti, tetti scoperchiati, strade allagate, coste sommerse da onde altissime. Ad avere la peggio è stata la costa orientale.

Pabuk: turisti bloccati, si conta una vittima

Il tempo sta peggiorando a vista d’occhio e i venti crescono di intensità. Ho appena finito di acquistare scorte. Sull’isola non c’è più gas e i negozi sono stati ripuliti. Siamo pronti a chiuderci nei rifugi”, ha raccontato un istruttore di sub spagnolo ai media internazionali. La paura è tanta: “Molte persone – ha dichiarato il vicegovernatore della provincia di Nakhon Si Thammarat, Thawornwat Kongkaew,- erano riluttanti a evacuare le località turistiche, fino a quando non hanno visto le onde potenti”. Nella provincia sono stati allestiti 190 rifugi per accogliere gli 80 mila sfollati, molti dei quali turisti. Sull’isola di Koh Phangan, famosa per la sua vita notturna, ci sono ancora almeno 10 mila turisti. Anche in altre isole turisti e residenti sono costretti a resistere alle intemperie, chiusi nei rifugi e in altre strutture, il più lontano possibile dalla costa. Anche i soccorsi si rendono difficili in quanto le torri degli impianti elettrici sono state abbattute dai venti lasciando diverse zone senza fornitura elettrica. Nel già tragico bilancio si conta purtroppo anche una vittima: nella provincia di Pattani un pescatore è morto dopo essere caduto in mare dalla sua barca rovesciata dalla tempesta, su cui si trovava insieme ad altri cinque compagni, uno dei quali è disperso.

Thailandia: tempesta declassata, lenta ripresa dei collegamenti

Dopo aver colpito con furia violenta tutto il sud della Thailandia, la tempesta Pabuk ha perso forza ed è stata declassata a depressione tropicale. A subire i danni maggiori è stata la città di Nakhon Si Thammarat, dove sono state registrate inondazioni e diversi edifici sono stati colpiti. Gli aeroporti lentamente hanno ripreso la loro attività: la compagnia aerea Bangkok Airways ha ripreso i voli nell’isola turistica di Samui, seppur con ritardi significativi e, gradualmente, riapriranno anche gli scali di Nakhon Si Thammarat e Surat Thani. Anche i traghetti hanno ripreso l’attività di collegamento tra le isole.

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