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Thailandia: ironizza sul cane del re, ora rischia 37 anni di prigione e censurano il NY Times

La vicenda che vi raccontiamo non è terribile soltanto per quanto è accaduto all‘operaio thailandese protagonista di un’assurdità che pagherà morendo in carcere, ma anche perché gli stampatori thailandesi hanno impedito la diffusione della notizia sabotando un colosso come il New York Times che ha cercato di denunciare il caso.

Andiamo per ordine: un operaio thailandese è finito in carcere, con una condanna a 37 anni, per aver deriso il cane del re Bhumibol Adulyadej. Il sovrano è notoriamente affezionato al suo Tongdaeng, non soltanto il suo cane favorito – al quale ha dedicato anche un libro da lui scritto e illustrato – ma un vero e proprio membro della famiglia. In quanto membro della famiglia reale è stata severamente applicata la legge che considera un crimine il criticare, diffamare o insultare il re e i suoi cari.

L’oscenità della vicenda non si conclude qui: il New York Times, dopo aver parlato con l’avvocato dell’operaio ha verificato la vicenda e deciso di occuparsene scrivendone un pezzo. Gli stampatori thailandesi del New York Times hanno rifiutato di pubblicare l’articolo sul cane del re e sull’operaio condannato – pare sia la quarta volta in un anno che accade quando le notizie infastidiscono la monarchia – lasciando quindi uno spazio bianco al posto della storia che avrebbe dovuto apparire.

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