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The Interview è nelle sale, la Russia protesta: “E’ un film scandaloso”

Ieri sera, proprio nel giorno di Natale, si è tenuta a Los Angeles la prima del film The Interview, la controversa pellicola satirico che racconta di un immaginario attentato al leader nordcoreano Kim Jong-un. Il film è ora visibile in circa 300 sale cinematografiche indipendenti in tutti gli Stati Uniti, nonostante il rifiuto delle grandi catene di proiettarlo e l’iniziale decisione della Sony Pictures di cancellarne la distribuzione.

Si da il caso infatti che l’idea di non poter ammirare The Interview sul grandi schermi di tutto il mondo, abbia scatenato la reazione di un gruppo di hacker che nelle scorse settimane ha attaccato e minacciato la Sony. In seguito però alle critiche rivolte persino dal presidente Barack Obama, la casa di produzione cinematografica ha deciso di ripensarci.

L’FBI ha affermato che probabilmente gli hacker erano di nazionalità nordcoreana: al fianco della Corea del Nord però si è schierata anche la Russia. Mosca infatti “comprende” la collera di Pyongyang sul film,  giudicandolo aggressivo e scandaloso. “L’idea del film (un complotto della Cia per uccidere Kim Jong-un) è talmente aggressiva e scandalosa che la reazione nordcoreana è comprensibile. La Russia è preoccupata dalla nuova escalation di tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord”, queste le parole del portavoce del ministero degli Esteri, Alexandre Loukachevitch.

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