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The Voice Of Italy 2016, parola ai coach: il talent show non regala prospettive?

In occasione della conferenza stampa di The Voice Of Italy 2016, giornalisti, blogger, produttori e i coach del talent show hanno avuto modo di confrontarsi su un tema assolutamente attuale: il talent show è soltanto un format televisivo studiato per raggiungere l’audience o costruisce davvero dei talenti degni di sfondare nel mondo della musica? I 4 coach di The Voice Of Italy 2016 hanno espresso la loro opinione.

Max Pezzali difende The Voice Of Italy, spiegando cosa, secondo lui, andrebbe osservato durante un’esibizione: “Non giudichiamo cosa è uscito da quì fino ad ora, aspettiamo di vedere cosa faremo noi. Associare la voce e la tencina al talento è sbagliato, perché bisogna anche vedere cosa arriva alla gente“. Raffaella Carrà, invece, ha spiegato cosa intende fare lei con i ragazzi che sceglierà: un programma ha successo grazie al format e grazie a chi lo conduce, spiega il coach di The Voice Of Italy che afferma “Anche nella musica è così: il merito è al 50% della canzone e al 50% di chi la canta”. Ragione per la quale, Raffaella Carrà si impegnerà affinché i ragazzi abbiano dei testi importanti per le loro esibizioni.

Dolcenera, che torna in tv dopo 10 anni di assenza con The Voice Of Italy 2016, ha sottolineato che lei cerca l’unicità, qualità nella quale crede realmente. Infine, la parola è passata ad Emis Killa. L’opinione del rapper dipende dal fatto che, come molti altri, si è costruito man mano, iniziando da solo: “Ho fatto quello che ho fatto perché ci ho creduto. Chi ha le forze per andare avanti con le proprie gambe arriva quì e ce la fa. Se hai talento, figurati se non ce la fai in un contesto come quello di The Voice che ti garantisce visibilità. Forse non è ancora arrivato il giusto talento. Speriamo arrivi quest’anno”. 

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