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Thegiornalisti Completamente Sold Out, Tommaso Paradiso: “Vi raccontiamo il nostro humor nero” [INTERVISTA]

Thegiornalisti. No, non sono dei giornalisti che hanno deciso di entrare nel mondo della musica. Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera sono il trio musicale del momento: dal 2009 al 2016 sono cresciuti tanto, come raccontano a UrbanPost. E adesso, con Completamente Sold Out, il quarto album in studio, i Thegiornalisti sembrano essere arrivati lì dove in tanti si presentano grazie ai talent show: entrare nel mondo mainstream. Ma con le debite distanze, chiaro. Completamente Sold Out, il quarto album in studio della band romana, fa il paio con Fuoricampo del 2014: due lavori diversi, entrambi apprezzati dalla critica musicale.

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In questi giorni il singolo “Completamente” sta ottenendo ottime recensioni da parte dei fan e anche da chi, prima di settembre 2016, i Thegiornalisti non li conosceva. Ad agosto, del resto, tracce come “Promiscuità” e simili venivano canticchiate da pochi eletti. Adesso, invece, Tommaso Paradiso sembra essere diventato uno dei frontman più celebri di Italia. E ai microfoni di UrbanPost racconta le sue sensazioni sul nuovo lavoro discografico e su cosa racconti, davvero, Completamente Sold Out. Non dimenticando le proprie origini.

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Ciao Tommaso, partiamo dalla ‘notorietà’: Completamente Sold Out è l’album che vi farà conoscere al grande pubblico? Ti aspettavi di andare in rotazione radiofonica?
“Beh, mi auguro possa continuare andare bene come sta andando, ma onestamente non sto seguendo il trend di come stia andando il disco. Mi concentro su altre cose al momento, bado poco a classifiche e visualizzazioni. Non ho un’opinione forte in merito, però sento che se ne sta parlando molto.”

Completamente Sold Out, letteralmente Tutto Esaurito: è lo stato d’animo dei Thegiornalisti?
“È un titolo che nasconde la doppia anima dei Thegiornalisti: da un lato c’è la spocchia e l’arroganza, dall’altro si può percepire l’aspetto più dark del mondo, ovvero il sogno di avere un funerale completamente esaurito. Tipico del nostro humor nero, lo abbiamo sempre ricercato.”

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Quali sono le differenze con Fuoricampo?
“La principale differenza è il concetto. Fuoricampo è un album descrittivo, rimaneva sulla soglia, più armonioso, incapace di entrare nella profondità delle cose. Una cornice fatta molto bene. Completamente Sold Out, invece, è un album fatto bene, per me è un racconto di vita vera, vissuta. Ci sono momenti di persone, notti, relazioni, inganni, amori. È un disco per certi versi brutale ma dionisiaco: con questo lavoro abbiamo rischiato molto, anche a livello di voce.”

 

La Notte, Gli Alberi, e poi ballate d’amore: da Disperato a Vieni a Cambiarmi La Vita, fino a Il Tuo Maglione Mio. Di cosa parla “Completamente Sold Out” e quanto c’è di biografico dei Thegiornalisti?
“Per quanto riguarda l’aspetto biografico, sì. Lo è totalmente. Sono tutte storie che vivo sulla mia pelle. Tengo molto al tema della notte, anche perché per me è l’unico momento della giornata in cui inizio a vivere. Mi trovo a mio agio con me stesso e con gli altri. Pensa, quando ho appuntamenti di lavoro preferisco farli a cena perché per me è un momento sacro della giornata: mi rilasso, inizio a godermi la vera giornata. La notte ti fa viaggiare, sia mentalmente che fisicamente. Per me è lo specchio dell’anima, ti dà nuove conoscenze.”

Ma adesso non possiamo più definirvi come nuova icona dell’indie italiano?
“Adesso si sta parlando molto, siamo contenti che sia un disco che faccia molto parlare. E poi è bello quando ti danno un’etichetta: anche quando ti massacrano, non è un problema. E al momento devo dire che molti amici nostri stanno entrando in rotazione radiofonica, sono presi in esame dai grandi network. Stiamo andando bene.”

Tommaso, lo sai che il video-clip “Completamente” ha raggiunto numeri da capogiro su Youtube? In molti lo hanno definito un piccolo capolavoro ‘cinematografico’ con i richiami ad artisti della “Roma Bella”…
“Il video è un’idea partorita e generata dai due registi. Quando mi è stato proposto questo canovaccio l’ho seguito a menadito e posso assicurarvi, come ho spesso fatto, che si tratta di una vera passione per il cinema malinconico. Adoro registi come Moretti, Verdone…”

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Dal 2009 al 2016, come e quanto sono cambiati i Thegiornalisti?
“Tanto, tantissimo. Nel 2009 eravamo ‘pischelli’, dei ragazzini che passavano le loro giornate a suonare per ore ed ore in casa. Facevamo tutto insieme. Poi abbiamo iniziato a fare altre due miliardi di cose nella nostra vita. Abbiamo trovato una nostra dimensione, ed è molto bello per noi. Ma ci piace cambiare e lo stiamo già facendo, siamo in continua evoluzione.”

Arrivare in radio senza passare dai talent show: una bella vittoria, no?
“Sono scelte. Se vuoi fare quel tipo di percorso sei libero di farlo ma devi avere una grandissima voce. Noi, invece, come Thegiornalisti, non vogliamo bruciare le tappe. Si tratta di una filosofia che ci contraddistingue da sempre. Magari non faremo il botto, ma crediamo nella manovra, in un percorso graduale e di formazione.”

A Carlo Conti avete mandato una letterina, magari per Sanremo?
“No. Non rientra negli obiettivi a stretto giro di posta. Per ora va bene così. Non chiudo le porte, il Festival di Sanremo devi capire quando è il momento, lo senti se sei maturo. È una cosa abbastanza naturale, non vogliamo forzare.”

Nei mesi passati un’icona dell’indie come Manuel Agnelli ha dichiarato: ‘Voglio uscire dagli schemi in cui mi hanno intrappolato.’ Come giudichi la sua esperienza a X-Factor 2016?
“Penso sia la miglior cosa di tutte le edizioni di X-Factor 2016. Al di là della competenza, buca lo schermo. Emotivamente c’è sempre, anche da questo punto di vista è un campione assoluto. E poi è un esempio per far capire come la musica debba essere una sola, senza distinzioni, non c’è divisione di etichetta. Lui spacca a tutti i livelli. E ha una voglia incredibile.”

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