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Theodore McCarrick, l’ex arcivescovo è stato incriminato per pedofilia

Theodore McCarrick, ex arcivescovo di Newark e una delle figure più in vista della chiesa cattolica americana, è nei guai con la giustizia. Il prelato è stato infatti incriminato per violenza sessuale verso minori. L’evento risalirebbe a quasi 50 anni fa, quando il cardinale avrebbe violentato un ragazzo di soli sedici anni. (continua a leggere dopo la foto…)

Theodore McCarrick

Theodore McCarrick: le accuse

Theodore McCarrick è il prelato di più alto grado che sia mai stato incriminato per abusi sessuali negli Stati Uniti. I fatti risalgono agli anni ’70 quando pare che l’ex arcivescovo abbia aggredito sessualmente un ragazzo allora sedicenne. Il reato sarebbe stato commesso durante un ricevimento nuziale al Wellesley College in Massachusetts.

Secondo i documenti del processo, per primi riportati dal Boston Globe, l’arcivescovo era un amico di famiglia e la violenza ebbe luogo durante il ricevimento del matrimonio del fratello della vittima nel 1974. Secondo le dichiarazioni del denunciante, l’ex prelato lo avrebbe accompagnato in una stanza e palpeggiato. Dopo l’abuso McCarrick avrebbe detto al ragazzo di pregare per redimere il suo peccato.

Theodore McCarrick

L’indagine della Chiesa di Roma

Theodore McCarrick è stato rimosso dal ministero pubblico dopo un’indagine interna al Vaticano che ha raccolto le prove di decine di anni di abusi verso adulti e bambini. Il report del Vaticano riporta diverse accuse sul comportamento del prelato risalenti agli anni Ottanta.

In particolare una madre testimoniò che McCarrick avrebbe toccato in maniera inappropriata i suoi due figli adolescenti e gli avrebbe offerto una birra. In un’altra denuncia, un prete raccontò come il prelato lo avrebbe sollecitato a dormire insieme per poi iniziare a “toccarlo”. Molto forte anche la denuncia di un anonimo che dichiarò di essere stato vittima di pedofilia.

Il rapporto racconta anche che tra la fine degli anni Novanta e il duemila i leader della chiesa di Roma presero in considerazione diverse volte la possibilità di trasferire l’Arcivescovo da Newark a New York. Ma ben in tre occasioni differenti alla fine decisero di non concedere il trasferimento, probabilmente preoccupati per gli atteggiamenti del prelato.

Le indagini scoprirono che a Papa Giovanni Paolo II erano stati riferiti gli abusi dell’arcivescovo, ma decise di credere al prelato. Sempre facendo riferimento al rapporto, anche Papa Benedetto XVI era a conoscenza del fatto, ma che rifiutò l’idea di un’indagine interna.

L’indagine fu richiesta da Papa Francesco nel 2018. Nello stesso anno l’ex arcivescovo fu rimosso dal ministero pubblico. La scelta di ridurlo allo stato laicale arriverà solamente durante l’anno successivo. Nonostante questo, solo ora è finito nei guai con la giustizia penale americana.

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