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Tiberio Timperi al timone de “La vita in diretta”: «Io senza santi in paradiso o nelle segreterie di partito!»

Ospite di TvBlog Tiberio Timperi, amato giornalista classe 1964, ha parlato della sua carriera e dell’esperienza a La Vita in diretta, il programma pomeridiano di Raiuno che conduce da settembre 2018, al posto di Marco Liorni. Una chiacchierata in cui Tiberio Timperi ha fatto un bilancio della trasmissione, che con gli ascolti quest’anno sta facendo parecchia fatica.

«Una continua, incessante insistenza sul presunto flop stagionale del programma!»

«Più o meno (l’audience) va come lo scorso anno!» – ha spiegato il conduttore di RaiUno – «Forse, a mio modo di vedere, alcuni giornalisti sembrano essere un filo prevenuti. E il perché mi sfugge. Le discussioni tra co-conduttori, normale dialettica in un gruppo di lavoro, diventano scontri all’ultimo sangue. Battute innocenti si trasformano in strali velenosi contro questo o quell’altro. Pettegolezzi sull’arrivo di nuovi conduttori. Una continua, incessante insistenza sul presunto flop stagionale del programma. Psicologicamente non è piacevole lavorare così. Meno male che ho le spalle larghe…». Al portale TvBlog Tiberio Timperi non ha nascosto nemmeno la sua gioia quando ha appreso di essere il conduttore de La vita in diretta: «Ho sempre seguito, in questi anni, la trasmissione. Ciclicamente sentivo fare il mio nome per la conduzione, in particolare a seguito dell’incidente occorso a Sposini. Ma per un motivo o per l’altro, l’occasione non si concretizzava mai. Quando ho ricevuto l’investitura ufficiale ho affrontato la sfida con la consapevolezza di essere una persona molto attenta e scrupolosa in quello che faccio, e che quindi la cosa avrebbe potuto funzionare!».

«Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto con le mie forze. Senza santi in paradiso o nelle segreterie di partito!»

Condurrà anche l’anno prossimo La vita in diretta? Il conduttore non si sbilancia: «Però ora c’è un nuovo direttore, Teresa De Santis, che ha, come è giusto che sia, potere assoluto. L’ultima parola è la sua: su programmi e conduttori. Spero sia contenta del mio lavoro e che mi consideri una risorsa dell’Azienda su cui contare. Questa è la mia vita. Questa è la mia passione!». Tiberio Timperi, che ha iniziato a fare questo mestiere nel lontano 1977 a Radio Mare Cesenatico, passando poi per Fininvest (oggi Mediaset), fino all’approdo in Rai, ha parlato della sua carriera di giornalista, fatta di sacrifici e piccoli grandi successi: «Il domani è come la X di un’equazione. Un’incognita. Lavoro da più di trent’anni tra radio e tv. E tutto quello che ho fatto, l’ho fatto con le mie forze. Senza santi in paradiso o nelle segreterie di partito. Credo di essere un serio professionista e mi auguro che un sistema fondato sul merito, possa continuare a garantirmi esperienze professionali come quelle che sto vivendo. Tanti i sogni nel cassetto. Ma, quali che siano, mi piacerebbe realizzarli con un gruppo di lavoro composto da amici con la stessa visione di valori e obiettivi. Perché il nostro è un lavoro di squadra. Dove un pilota, per quanto bravo, senza un’automobile a punto, non va da nessuna parte!».

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