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Tom Hiddleston da dio Loki a Non Morto Eric Draven ne Il Corvo

Ormai sembra una notizia definitiva: ci sarà il remake de Il Corvo e Tom Hiddleston sarà il chitarrista vendicatore Eric Draven.
Finalmente c’è stato un accordo fra la Relativity Media e Weinstein Company per quanto riguarda i diritti sulla pellicola e quindi presto dovremmo vedere una nuova versione di questa bellissima opera dark del 1994, nata dal fumetto di James O’Barr e ben diretta da un esordiente Alex Proyas.

Per il sequel la regia è stata affidata di nuovo ad un esordiente, Francisco Javier Gutierrez, già premiato per il corto Brazil ad inizio 2000.
Invece la sceneggiatura verrà scritta da Jesse Wigutow (Eragon e Vizi di famiglia), che speriamo faccia un lavoro migliore di John Shirley, non sempre all’altezza con scelte un po’ troppo stereotipate.

Sono stati diversi i nomi in lista per il ruolo che costò la vita a Brandon Lee, fra cui Bradley Cooper e Mark Wahlberg ma alla fine sembra che il ruolo andrà a Tom Hiddleston. L’attore è stato apprezzato per la sua versatilità (da Thor a Midnight in Paris) e anche la prova del trucco e degli abiti sembra andata molto bene.

Ad Hollywood probabilmente stanno esaurendo le idee, visto che ormai sequel, prequel e remake spuntano come funghi; libri e fumetti sono stati già ampiamente saccheggiati ed è difficile imbattersi in qualcosa di veramente nuovo.
Per il mondo DC Comics e derivati le nuove tecniche digitali hanno permesso di realizzare storie altamente coinvolgenti e gli effetti speciali sono una parte integrante del film (prova a pensare ai voli dei vari “Superman” o ai poteri dei mutanti “X Men”).

Nel caso de Il corvo l’operazione è più difficile.
La prima pellicola è diventata immediatamente un cult e i motivi sono diversi: la storia era appassionante ed un’alternativa nel panorama del fumetto internazionale di allora; la colonna sonora coinvolgente, che ha visto coinvolti numerosi artisti del panorama gothic metal e punk fra cui Cure, Rage Against the Machine, Pantera etc; le scenografie e l’atmosfera che rendono molto bene i colori e i toni del fumetto (anche se la storia differisce da questo per molti particolari); infine ha contribuito anche la drammatica morte sul set di Brandon Lee, dando al film un’aura da “pellicola maledetta” come la storia che racconta.
Tanto più che anche il figlio di Bruce Lee, proprio come il protagonista del film, avrebbe dovuto convolare a nozze da lì a poco.
Quindi speriamo che il lavoro di Jesse Wigutow sia all’altezza e che non scelga la strada di una imitazione aggiornata ma che sappia trovare lungo il percorso il giusto compromesso.

Chiudo l’articolo citando una frase diventata cult.

Written by Federico Elboni

Laureato in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Pisa, appassionato di tecnologia (del mondo Apple in particolare), letteratura, psicologia e fotografia, amante del cinema e operatore cinematografico da anni, prima dell'avvento del digitale.
Su Urban Post si occupa di Cinema.
Lavora come project e content manager.

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