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Tony Cairoli intervista esclusiva al campione di Motocross: “Pronto a lottare per il Mondiale”

Quando si ha classe e talento innati è impossibile dimenticare come si fa a vincere e così quando Tony Cairoli (all’anagrafe Antonio Cairoli da Patti, Messina) è salito nuovamente in sella alla sua KTM numero 222 all’inizio di questa stagione di Motocross, dopo un primo periodo di assestamento, era inevitabile che le vittorie venissero da sé; il pilota della Red Bull KTM Racing Factory è tornato a ruggire prima in Germania e poi sul circuito di Pietramurata, Trentino, con buona pace di chi lo dava per finito dimostrando a Gajser e Febvre che per il titolo del World Championship di MXGP quest’anno c’è anche lui. La vetta del mondiale dista solo 25 punti e l’otto volte campione del mondo sembra sulla strada giusta per poter aspirare alla “Nona”. Abbiamo intervistato Tony Cairoli, per capire qual è il suo stato di forma e quali sono gli obiettivi in vista del prosieguo della stagione.

Doppietta a Teutschenthal, primo e secondo posto in Trentino. Infortuni ormai alle spalle?
“Non ancora, a dire il vero. Certo siamo sulla buona strada, incomincio a intravedere il momento in cui ne sarò fuori ma ancora non sono guarito del tutto. La spalla sinistra continua a farmi male e non ho recuperato completamente le forze.”

Quanto è stato difficile tornare in sella dopo un lungo stop? Quali sono le principali difficoltà con cui ha dovuto fare i conti?
“Le moto di oggi sono molto potenti e serve forza per gestirle al meglio, quindi non essendo al top della condizione fisica ho faticato e non poco. Un altro problema che ho riscontrato è la velocità nei primi giri: gli altri vanno subito fortissimo mentre io ho bisogno di ritrovare velocità e ritmo dei giorni migliori, ma ci sto arrivando.”

Le sue vittorie hanno messo pressione agli avversari, il vero Mondiale inizia ora?
“Di sicuro in molti mi davano per finito e ora si sono accorti che devono fare i conti anche con me. Il Mondiale è lungo e ci sono ancora 10 GP da qui alla fine, il che vuol dire 500 punti in palio…molti se si considera che ne ho 25 di ritardo dalla testa della classifica.”

Il campionato è ancora molto lungo ma quali potrebbero essere le gare decisive?
“Ogni gara è decisiva e ogni volta che si scende in pista è quella che può dare una svolta decisiva al campionato, anche se di gare come ho detto in precedenza ce ne sono ancora molte. Mi piacciono le piste difficili, tecniche e sabbiose quindi non vedo l’ora di andare a Lommel o ad Assen, se devo essere sincero.”

Chi teme di più tra Gajser e Febvre?
“Sono forti entrambi, hanno caratteristiche simili anche se guidano in maniera differente. Non ne temo uno più dell’altro, direi che si equivalgono abbastanza.”

Come si gestiscono pressioni e aspettative quando si è numeri uno?
“E’ forse una delle cose più difficili da fare! Per fortuna ci sono abituato essendo stato il numero uno per sei stagioni consecutive e campione per otto volte in carriera. Si tratta comunque di una dote che si acquisisce con il tempo.”

Quali sono le emozioni che si provano in gara?
“Se ne provano tante e ogni volta ci si sorprende a scoprirne di nuove. In Trentino è stato davvero impressionante salire sul podio da vincitore e vedere quella marea umana davanti a me con bandiere e fumogeni. E’ stato uno spettacolo indescrivibile e quando è cominciato l’Inno di Mameli mi sono venuti i brividi.”

Quando toglierai il casco definitivamente, quali saranno i tuoi progetti? 
“E’ presto per dirlo, non so ancora quando smetterò di correre. Di sicuro, un giorno, mi piacerebbe cimentarmi con le auto. Il rally è una delle mie grandi passioni e me la cavo anche discretamente a giudicare dai primi risultati ottenuti, sopratutto considerando che sono gare che faccio senza la minima preparazione.”

 

Image: World Championship 2016 in Latvia – Foto credits: RedBull Content Pool

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