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“Topolino” replica dura ai politici italiani: «Smettetela di usarci come esempio di ignoranza!»

Povero Topolino, non gli bastavano Gambadilegno e Macchianera come nemici, ora deve lottare anche contro la superficialità dei politici italiani, che negli ultimi giorni hanno usato più volte la lettura del noto settimanale come sinonimo di ignoranza. Un’accusa questa che ha infastidito e non poco gli autori di Topolino, che hanno deciso, come riportato da “Repubblica”, di difendersi.

«Dove l’ha letto su Topolino?», uno slogan che denigra il fumetto più famoso di sempre

«Dove l’ha letto su Topolino?», una battuta irriverente pronunciata dai politici italiani di destra e di sinistra che ha in sé un latente messaggio negativo: come se Topolino, che quest’anno festeggia 70 anni, fosse una lettura poco impegnativa e piena di sciocchezze. Come se esistesse una letteratura di serie A e di serie B, come se il fumetto non avesse una sua «dignità» artistica. Tra coloro che hanno attaccato il magazine più famoso del pianeta nell’ultimo mese Carlo Calenda, il quale in un post su Twitter, datato 2 marzo, in risposta a Maurizio Gasparri sui libri letti da Matteo Salvini domandava «Includi Topolino?». Anche Nicola Zingaretti, neo segretario del Partito Democratico, ha fatto ricorso a Topolino a proposito della flat tax: «È una bufala da Paperon de Paperoni!». Ma non è finita qui, anche un filosofo si è preso la briga di scomodare Topolino. Ospite a Carta Bianca, il programma di Rai tre di Bianca Berlinguer, Massimo Cacciari nel corso di uno scontro acceso con il giornalista Maurizio Belpietro ha affermato: «Se la gente avesse letto qualche libro in più oltre a Topolino, capirebbe molte cose!».

Topolino sotto attacco: la difesa di Francesco Artibani

Beh, sceneggiatori, disegnatori e giornalisti si sono stancati e sui social hanno espresso il proprio dissenso. Ad aprire le danze Francesco Artibani, autore Disney dal 1992, che sul suo profilo Facebook ha scritto: «Un settimanale che ha avviato alla lettura almeno tre generazioni di italiani diventa oggi un esempio negativo da citare con disprezzo. Se affermassi che i politici sono tutti ladri, i giornalisti dei pennivendoli e i filosofi dei gran chiacchieroni pieni di idee fumose e incomprensibili direi delle banalità offensive. È per questo che è ora di pretendere rispetto per questo lavoro!». Come dargli torto? Tra l’altro Artibani aveva deciso di replicare direttamente a Calenda anche su Twitter: «Calenda, io la seguo con interesse ma, cortesemente, non mi cada su Topolino. Non banalizzi anche lei quello che è un lavoro serio!».

Alex Bertani, direttore di Topolino, difende il magazine: «Dispiace un po’ che persone competenti e preparate parlino con tanta leggerezza di uno strumento come Topolino!»

Puntuale è arrivata anche la risposta di Alex Bertani, il direttore del magazine: «Dispiace un po’ che persone competenti e preparate parlino con tanta leggerezza di uno strumento come Topolino, un giornale che è stato capace, nei suoi ormai 70 anni di vita editoriale, di iniziare alla lettura generazioni di lettori, stimolandone la crescita personale e contribuendo spesso alla formazione di un loro forte senso critico. Topolino ha questa grande capacità di raccontarti la realtà che hai attorno e di farlo in modo divertente e solo in apparenza ‘leggero’ adatto anche ad un pubblico più giovane che spesso lo avvicina soprattutto per la magia delle sue avventure. Riesce a fare divulgazione usando un linguaggio semplice e fruibile, per questo efficace, e chi è esperto di comunicazione sa quanto sia complesso farlo. Topolino è spesso una ‘stazione di partenza’ di percorsi personali ricchi di stimoli e passioni!». Lontana dagli intenti del direttore Alex Bertani è la volontà di fare polemica né di strumentalizzare la vicenda per sollevare un polverone mediatico. La replica, che tra l’altro ha raccolto parecchi consensi sui social, che si sono schierati dalla parte di Topolino, nasce come semplice risposta ai politici e intellettuali italiani, che non riconoscono l’importanza di una figura ormai familiare e radicata nella nostra cultura: «Sono dichiarazioni un po’ infelici, ma credo anche che in fondo nessuno le abbia veramente fatte con intenti denigratori, Topolino è un giornale molto diffuso e credo le persone attente ne conoscano bene sia l’elevato valore di intrattenimento che quello formativo e divulgativo!». 

Alex Bertani: «Sì, Topolino è un giornale per bambini, ma questo non significa che debba essere banalizzato o mortificato!»

Topolino non si tocca, è stato fondamentale per la crescita di molti di noi. Senza contare poi che chi lo mortifica è pure poco informato. «C’è una distorsione – ha ribadito Alex Artibani – riguardo quello che Topolino magazine è. Sì, è un giornale per bambini, ma questo non significa che debba essere banalizzato o mortificato. Ha un suo valore, non per altro è uno degli ultimi fumetti rimasti dedicato a quella precisa età anagrafica. Purtroppo non è da ieri che i fumetti hanno questa connotazione negativa, nonostante autori come Umberto Eco, Dino Buzzati e Gianni Rodari abbiano provato a sdoganarli. E spesso chi li denigra non li conosce nemmeno, non li ha mai letti o non li legge da anni. Prendiamo il caso di Nicola Zingaretti, che ha usato come esempio una vecchia versione di zio Paperone degli anni’70, quando era ancora un imprenditore senza scrupoli. Adesso è diventato più etico, ha una morale, si è evoluto: dunque, perché citare qualcosa che non si conosce, che può diventare inutilmente offensivo?». Alex Artibani, è anche autore assieme a Fausto Vitaliano di Topolino Comic&Science, un progetto del 2016 incentrato sulla divulgazione specifica, che vanta collaboratori come Roberto NataliniAndrea Plazzi, Piero Angela e Carlo Rovelli. Forse qualche politico italiano e intellettuale dovrebbe lasciare la spocchia sul comodino e prendere esempio da Topolino, che come ha evidenziato Alex Artibani: «È un personaggio estremamente dinamico e voglioso di imparare. Leggere le sue avventure può far accendere la scintilla della curiosità. Che sia musica o sport, letteratura o matematica, ogni lettore può trovare una sua passione. Non scriviamo sciocchezze o invenzioni, e vorremmo non diventare un esempio negativo, uno slogan falso e insensato!». 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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