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Tor Sapienza, immigrati vs. cittadini: due facce della stessa storia

Saprete certamente cos’è successo nel quartiere romano di Tor Sapienza in questi giorni. Esattamente quello che si è verificato negli ultimi anni in tante città europee. Non un singolo fatto grave, ma l’esplodere di tensioni (che chissà da quanto durano) in quartieri particolarmente sfigati delle periferie. Il copione vuole che di mezzo ci siano gli immigrati. Anche questa volta non mancano, altrimenti capite bene che sarebbe difficile decifrare una situazione del genere senza metterci di mezzo i soliti negri. Ma a questo ci arriviamo tra poco. Insomma, nel quartiere periferico di Tor Sapienza la tensione è a mille e sembra sempre più sottile quello strato di civiltà che normalmente impedisce alle persone di comportarsi come degli Unni. E una spiegazione bisogna darla. Secondo me ce ne sono a disposizione due.

Immigrati vs. Romani

Secondo questa spiegazione le tensioni sono tra la popolazione autoctona e quella che si è installata nella zona a seguito dei recenti flussi migratori. Chi prende le parti dei romani dice che non se ne può più di questi clandestini che occupano abusivamente edifici di edilizia popolare (come se noi invece fossimo un popolo di scandinavi sempre ligi ai nostri doveri civici). E che quel quartiere è sommerso dal degrado: prostitute, droga e via dicendo. Chi invece parteggia per gli immigrati dice: “Ma siete scemi? Avete attaccato un centro d’accoglienza: questi sono dei poveracci presi peggio di voi.” E si dilunga spiegando che non è vero che agli immigrati vengono dati 30 o 40 euro al giorno. Come se gli scimmiotti “de destra” che accendono il fuoco contro gli stranieri fossero in grado di far di conto.

Centro vs. Periferia

Questa versione dei fatti dice invece che ogni grande città ne contiene altre due. Una sta in centro, l’altra in periferia. Nella prima si muove l’élite politico-economica e, soprattutto, i suoi soldi. Ci vive una fetta relativamente piccola di privilegiati in grado di permettersi una vita che costa quanto tre stipendi di chi vive in periferia. Ovviamente il centro è bello, curato, figo come chi ci abita. La periferia invece è una latrina. Quartieri dormitorio belli quanto un attacco di diarrea, gente che torna da lavoro ammassata nei mezzi la sera e strade che muoiono (o ci muore chi le attraversa) appena cala il buio. Qui ci abita la maggioranza delle persone, gente che dopo una giornata da incubo ritorna in un quartiere che sente ostile. Il problema non è che questi due mondi esistono – quello è ovvio, non possiamo essere tutti ricchi, figuriamoci fighi. Il problema è che uno dei due mondi avrebbe la responsabilità – e il potere – sull’altro, ma se ne disinteressa in toto. Lo abbandona. Quanti soldi si spendono per la cura – non solo estetica – del centro? E quanti per i quartieri periferici? Chiediamocelo.

Poi uno le cose le guarda come vuole o come può. Però se prendiamo un immigrato, un palazzinaro, un romano di Tor Sapienza e un politico io credo di sapere chi gioca in una squadra e chi nell’altra.

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