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Tor Sapienza, Paola Taverna (M5S) contestata dai residenti

Simpatica scenetta l’altra sera a Tor Sapienza, il quartiere di Roma da giorni al centro di polemiche, tensioni e sassate. Paola Taverna, senatrice del Movimento 5 Stelle, si è recata nel quartiere. Non si sa quali fossero le sue intenzioni, ma i residenti le hanno riservato la stessa “calda” accoglienza che ha ricevuto il sindaco Marino (Pd): una contestazione in piena regola. Il punto è che, dalla Meloni a Borghezio (che è della Lega Nord, ma si infila volentieri ovunque ci sia da litigare), sono tanti i politici che in questi giorni si sono recati a Tor Sapienza per fare promesse che non manterranno e raccattare voti di cui hanno bisogno.

Così anche la Taverna le ha sentite. C’è un video che testimonia il concitato scambio tra la senatrice e i residenti. Vale la pena spenderci due parole perché ci sono alcuni elementi interessanti:

1. L’unico momento in cui la Taverna sembra davvero incazzata è quando la accusano di essere “una politica”. Risponde che non è vero. Come se in realtà andasse ogni mattina a lavorare in miniera e non a Palazzo Madama. E soprattutto come se essere un buon politico (ok, non se ne vedono molti in giro, ma pare esistano) fosse qualcosa di cui vergognarsi;

2. La diretta conseguenza del punto 1 è che, se la Taverna facesse bene il suo mestiere, non dovrebbe vergognarsi di essere senatrice e non riceverebbe contestazioni;

3. Il Movimento 5 Stelle l’anno scorso è riuscito ad incanalare un forte dissenso. Il dissenso verso tutto: dalla classe politica al sistema economico, passando per temi più fantasiosi come le scie chimiche e i complotti mondiali. Consenso sul dissenso, insomma. Ma il dissenso è una base scivolosa su cui fondare il proprio successo elettorale. Ci sarà sempre qualcuno che più incazzato di te contro cui perderai.

4. Ad un certo punto la Taverna dice alla sua interlocutrice: “Tu eri in tv qualche giorno fa.” Perché questi famosi “residenti arrabbiati” spesso sono sempre gli stessi tre capetti del quartiere che si sono autonominati portavoce dell’intera cittadinanza. Non bisogna credere che queste persone abbiano una particolare autorità politica. Come nel caso dell’angelo del fango che contestò Grillo dopo l’alluvione di Genova o dei capi della rivolta dei forconi, spesso questi personaggi sono solo più scaltri degli altri nel farsi pubblicità, non più rappresentativi.

5. In effetti, se qualche politico si preoccupasse Tor Sapienza anche quando la tempesta sarà passata, sarebbe una cosa giusta. Oltre che l’unica sensata da fare.

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