in

Torino, città delle startup: le 6 proposte per far crescere l’ecosistema dell’innovazione

Torino si candida a città delle startup grazie alle nuove proposte per lo sviluppo di un ecosistema adatto all’innovazione e alla nascita di nuove imprese sul territorio.

Coordinato dall’organizzazione “Torino Strategica”, è stato presentato presso UniManagement il report contenente le sei proposte per far diventare Torino la città delle startup: dopo sei mesi di analisi , elaborate anche grazie alla Fondazione Human Plus, sono state raccolte le richieste di chi si stava accingendo ad avviare un’impresa ma, soprattutto, sono state elaborate alcune “ricette” per sviluppare l’ecosistema locale per la creazione d’impresa. “L’area metropolitana torinese ha tutte le carte in regola per diventare una ‘città delle startup’: beneficia di una forte specializzazione manifatturiera, poggia su un sistema avanzato della ricerca di base e applicata, vanta istituzioni educative di livello, ha un costo competitivo dei servizi e delle facilities, gode di un’alta qualità della vita e di un sistema del welfare diffuso. Valorizzare le risorse e le competenze della città è un impegno necessario che il Piano Strategico assume come prioritario facendo della creazione d’impresa un importante fattore di sviluppo” ha affermato il sindaco Pietro Fassino alla presentazione di “Torino startup”.

Con 267 startup nate nell’area metropolitana di cui 78 solo nel 2015, Torino è terza città italiana per concentrazione di neo-imprese innovative: ma come fare per migliorare? Ecco i sei provvedimenti presentati:

  1. Un ecosistema coeso. Creare un tavolo di coordinamento permanente in modo tale da favorire lo sviluppo di un ecosistema coeso nel quale esista integrazione e scambio tra tutti gli attori presenti sul territorio.
  2. Un ecosistema aperto e attrattivo. Favorire la nascita di una strategia di comunicazione e marketing specifica per connettere la città al circuito nazionale ed internazionale.
  3. Un ecosistema integrato con le aziende. Sviluppare le attività di promozione e matching fra neo-imprese e aziende e tra atenei e imprese per la creazione di spin-off aziendali e per aumentare i capitali a disposizione delle neo-imprese.
  4. Attenzione al capitale umano. Sviluppare programmi di imprenditorialità nelle Scuole Superiori e nelle Università per aumentare il numero, la qualità professionale e il ruolo sociale di startupper e neo-imprenditori.
  5. Supporto al business. Sviluppare servizi mirati per crescere sui mercati e sviluppare l’organizzazione e sviluppo di public procurement a favore delle neo-imprese.
  6. Flessibilità finanziaria. Differenziare e rendere più flessibili le forme di finanziamento e credito alle neo-imprese attraverso la diffusione di buone pratiche creditizie, il consolidamento di acceleratori locali e reti di business angels, e modelli innovativi di sostegno pubblico alle neo-imprese.

 

Atalanta – Roma dove vederla: ora diretta tv, streaming gratis Serie A

selvaggia lucarelli figlio

Ballando con le Stelle 2016, Selvaggia Lucarelli e Carolyn Smith: è guerra aperta, ecco cosa è successo