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Torino, feto morto nell’armadio, autopsia esito agghiacciante: “Nato vivo e poi ucciso”

Ci sarebbero sviluppi in merito alla vicenda del feto di 8 mesi trovato morto, lo scorso 4 ottobre, all’interno di un sacchetto di plastica riposto nell’armadio di una abitazione a Torino, un alloggio popolare nel quartiere Cenisia.

I carabinieri erano entrati nell’appartamento con l’aiuto dei vigili del fuoco, dopo che una donna peruviana di 36 anni era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Maria Vittoria con una grave emorragia in corso, presumibilmente conseguenza del parto appena avvenuto. In quella casa i militari avevano trovato il marito di 35 anni e i due figli, di 5 e 7 anni.

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Le indagini sono andate avanti ed oggi vi sarebbe un’indiscrezione agghiacciante, di cui La Stampa dà notizia: il pm Lidia Bergamasco avrebbe formulato nei confronti della donna l’accusa di infanticidio, sulla scorta delle risultanze autoptiche del medico legale, che avrebbe confermato che il neonato sarebbe nato vivo e, dopo, ucciso.

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