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Torino, gli raddoppiano la multa e lui denuncia il sindaco per usura

E’ successo nel Comune di Montalenghe, in provincia di Torino: un avvocato torinese, nell’aprile 2013, mentre percorreva una via della città a bordo della sua auto non si è fermato al semaforo rosso, infrangendo così il codice della strada. All’infrazione, immortalata dagli infallibili “photored” –  sensori installati sui semafori che intercettano gli automobilisti che continuano la loro marcia nonostante l’alt – è immediatamente seguita la contravvenzione, che l’avvocato non avrebbe pagato.Passare con il rosso

Non si è fatta attendere, ovviamente, un’ingiunzione di pagamento da parte dell’amministrazione comunale, con la relativa mora. La maggiorazione della multa, però, corrisponde praticamente al doppio della sanzione iniziale, passando da 162 a 323 euro. Per di più, sono state aggiunte ulteriori 10 euro per le spese di notifica. Di qui la contestazione dell’impavido avvocato che presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Ivrea dove dichiara di aver subito  “un aumento con tassi da usura”.

L’automobilista ha infatti denunciato proprio il primo cittadino del comune dove aveva commesso l’infrazione, dopo la maggiorazione della multa non pagata, accusandolo di usura. Ma il sindaco Valerio Grosso, ribadisce di aver semplicemente applicato la legge, e replica: “Il Comune ha applicato l’aggravio previsto dal Codice della strada” che, infatti, nei casi di mancato pagamento da parte del trasgressore, prevede diversi step: da un primo preavviso di fermo amministrativo (un invito a pagare la multa entro 20 giorni) all’ingiunzione di pagamento, da estinguersi entro 30 giorni con mora, per giungere in fine alla riscossione coatta, ovvero il pignoramento della stessa automobile.

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