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Torino, obbligarono il figlio a indossare il cartello “Sono Sporco”: genitori condannati

Nuovo atto della vicenda che, un paio di mesi fa, ha fatto rabbrividire il Bel Paese. Una coppia di Torino aveva obbligato il figlio adottivo a indossare il cartello “Sono sporco” dopo aver fatto la pipì addosso. Adesso, la coppia di genitori è stata condannata a 1 anno e 8 mesi. Un ‘buon risultato’ se si pensa che la richiesta era inizialmente di anni 4. Ma gli avvocati della famiglia non ci stanno e sono pronti a impugnare la sentenza.

Ivan, il bimbo ucraino adottato dalla famiglia di Torino,  non aveva trovato abbracci e calore, ma solo  abusi e maltrattamenti, e per questo fuggiva in continuazione dai genitori adottivi. “Scappava perché diceva di sentire delle voci” si è giustificata la coppia difesa dall’avvocato Anna Ronfani che ora commenta: “Una sentenza che non condividiamo e che impugneremo, senza prova dei connotati della situazione maltrattante. Leggeremo le motivazioni, e predisporremmo le argomentazioni a contrasto con il giudizio del giudice”.

Mentre per il Pm Francesco Pelosi, che aveva chiesto la condanna a tre anni e sei mesi, Ivan scappava da un inferno di punizioni, pressoché quotidiane dal 2008 al 2014, iniziate fin da quando era un bambino di solo 8 anni prelevato dall’orfanotrofio in Ucraina.

 

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