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Torta alla banana: come uscire indenni dalla settimana degli innamorati!

Abbiamo provato a schivarla (e a schifarla, a seconda dei casi). Abbiamo rimandato appuntamenti galanti, cene tête-â-tete e caffè con amici sospetti (quelli che ancora non hai capito se vogliono scopar via i pensieri negativi della tua giornata facendoti fare due risate o semplicemente fare tutto ciò che c’è scritto in questa frase risalendo al punto di partenza: il “via”). Ci abbiamo provato, sì. E apprezzo lo sforzo, in effetti. Ma… A nulla è valso, amici miei. La tanto temuta settimana “dell’ammmmmore” ha dato inizio alla sagra del romanticismo, dei palloncini rosa, delle rose rosse (banali, scontate quanto prive di personalità) e dei baci perugina a profusione. Ora… A tutto c’è rimedio, sempre. O almeno quasi. La mia data di nascita, volente o nolente, rimane invariata. Eccola lì, timidamente rannicchiata a fianco di quel 14 rosso fuoco che scalda gli animi delle coppie di tutto il mondo (anche di quelle che non si filano di striscio, che si piazzano corna come non ci fosse un domani ma che quel giorno han scelto di giocare la parte degli innamorati cronici).

Ho fatto pulizie, questo weekend (yuhuuu, botta di vita insomma…). Tra i tanti libri da spolverare non poteva che capitarmi in mano quello de “I dolci dell’amore”, di Antonella Grigolo e Carla Massi. Un percorso culinario tra eros, gelosia e passione. Qui vengono suggerite ricette per affrontare al meglio tutte le fasi legate al canonico rapporto di coppia: innamoramento, seduzione, passione, felicità, serenità, gelosia, inquietudine, vendetta, parole d’amore, baci e abbracci… Quelle cose smielense lì, per intenderci. A quanto pare, un dolce calcolato ad hoc ci aiuta ad uscire indenni da qualsiasi momento: da quello più coinvolgente in cui la nostra metà viene soprannominata Re Mida (tutto ciò che il nostro partner tocca diventa oro ai nostri occhi) a quella in cui tendiamo a risoprannominarlo Re Mierda.

Se, esattamente come me, vi sentite in colpa per non essere in possesso del fatidico gene del romanticismo e puntavate ad uscire indenni da questa giornata funesta ma senza rinunciare ad una nota di eros (che non fa mai male), richiamate all’ordine la vostra mini-masterchef-me e riproponete a voi, alle vostre amiche, al vostro amante, al vostro trombamico o a chi più ne avete voglia quello che è il vero e proprio unico emblema indiscusso dell’”ammmmore”: la banana!

Signore e signori, direttamente dal mio libro magico ecco a voi la torta alla banana:

 

(dosi per teglia da 24 cm)

 

180 gr. Biscotti digestive

120 gr. Burro

50 gr. Mandorle tostate

4 banane

½ lt. Di crema di cioccolato

Succo di limone

Essenza di vaniglia

Panna Montata (rigorosamente già in bomboletta: minimo sforzo… massimo risultato!)

 

Mandorle e biscotti digestive (quelli belli grassi e burrosi) van tritati insieme e messi in una terrina. Fondete il burro e versatelo sul trito mescolando come non ci fosse un domani. Stendete ben bene l’impasto da mille e una notte (e mille e duecento calorie) pressandolo con passione con le dita: questa è la base di pasta che dovrà contenere il dolce!

Infornate a 180 gradi per 10 min circa.

Lasciate raffreddare e poggiate la forsa base sul piatto da portata.

Tagliate le banane a fettine e spargete sopra un po’ di succo di limone (onde evitare l’effetto “banana dal livido facile”). Aggiungete la vaniglia.

Distribuite le fettine all’interno della base di biscotti.

Versateci sopra la crema di cioccolato (non starete mica pensando di prepararla voi, vero? Sparateci sopra un vasetto dell’orgasmica Nutella e vincete facile) e infine le nocciole tritate alla carlona.

Giusto per non farci mancare nulla, coprite il tutto con un bello strato di panna montata zuccherata e una goduriosa spolverata di cioccolato grattugiato.

In effetti, aveva proprio ragione quel buon vecchio volpone di M Chacon: l’unico frutto dell’amor… è proprio la banana!

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