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Toto Quirinale 2015: Sergio Mattarella, ecco chi è il candidato di Renzi sgradito a Berlusconi

Sergio Mattarella è l’uomo su cui Renzi sta sfidando Silvio Berlusconi, al momento il candidato più papabile per succedere a Giogio Napolitano. Forza Italia preferirebbe Giuliano Amato, tanto che si ipotizzano almeno quattro votazioni prima che venga eletto il futuro Presidente della Repubblica, non prima della quarta votazione prevista per sabato, quando non occorrerà più la maggioranza dei due terzi, 673 voti, ma basterà la maggioranza assoluta, 505 voti.

Sergio Mattarella è nato a Palermo il 23 luglio 1941, figlio di Bernardo, più volte deputato e ministro della Repubblica tra gli anni 50 e 60, e fratello di Piersanti presidente della Regione siciliana, ucciso dalla mafia nel 1980. Il candidato di Renzi è stato deputato dal 1983 al 2008, prima nella Democrazia cristiana, poi per il Partito popolare italiano e infine per la Margherita. Mattarella più di una volta è stato ministro e dal 2011 ricopre l’incarico di giudice della Corte Costituzionale. Sotto la presidenza di Giovanni Goria e Ciriaco De Mita fu ministro per i Rapporti con il parlamento. Con Giulio Andreotti nel 1989 venne scelto come ministro della Pubblica istruzione. Con Massimo D’Alema come presidente del Consiglio nel 1998 ebbe l’incarico di vicepresidente del Consiglio. Tra i fondatori del Pd, dal 2008 non si è più ricandidato.

Il potenziale 12esimo Presidente della Repubblica italiana, tuttavia, pur essendo personaggio politico più che blasonato, non amando le luci della ribalta non è molto conosciuto, assente tra l’altro dal Parlamento da oltre sette anni. A lui si deve l’epiteto Mattarellum dato dai giornalisti alla legge elettorale degli anni ’90 di cui fu il primo firmatario. Storico, invece, lo scontro che ebbe con Silvio Berlusconi, quando nel luglio del 1990 Mattarella compì il gesto eclatante e politico di dimettersi da ministro, dissentendo dal Governo che pose la fiducia per fare passare la Legge Mammì, con cui si sanarono le tre reti televisive di Berlusconi. Memorabile in quell’occasione fu la sua dichiarazione: “Riteniamo che porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia, in linea di principio, inammissibile”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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