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Totò Riina dal carcere: “Cosa Nostra intercettò telefonata di Borsellino a sua madre”

Il boss di Cosa Nostra Totò Riina, detenuto in regime di 41 bis nel carcere di Opera, in provincia di Milano, è stato intercettato durante una conversazione con un compagno di cella. A 22 anni dalla tragica morte di Paolo Borsellino, il capomafia ha confidato di recente ad un compagno in carcere: “Sapevamo che doveva andare là perché lui le ha detto: “Mamma vengo domani”, riportandogli le parole esatte che il giudice palermitano rivolse a sua madre in quella telefonata che poi gli costò la morte, il 19 luglio del 1992.

Una rivelazione, quella fatta dal boss siciliano, che prova come Cosa Nostra tenesse sotto controllo il telefono del giudice Paolo Borsellino e dei suoi familiari, allo scopo di fargli fare la stessa fine del collega e amico Giovanni Falcone, deceduto insieme alla moglie e alla scorta nella strage di Capaci, il 23 maggio del 1992.

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