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Totti ritiro: l’ora è giunta, il poeta “maledetto” ammaina la Bandiera

Sì, Francesco Totti a fine stagione appenderà gli scarpini al chiodo. Totti e la parola ritiro questa volta, nella stessa frase, ci stanno come la pancetta sull’amatriciana (con buona pace dei nazi-veg). Totti lascia la Roma. Da calciatore, ovviamente. Perché Monchi, appena arrivato, ha sottolineato un aspetto importante: “Francesco smetterà di giocare da quel che so, ma l’anno prossimo sarà dirigente.” Insomma, l’amore tra Il Pupone e la sua gente proseguirà. Toccherà a lui un ruolo nel piano dirigenziale della società giallorossa. Quale? Al momento non si sa ed è prematuro fare ipotesi. Quel che ormai sembra inesorabilmente certo è solo il ritiro da calciatore di Francesco Totti. Prima o poi, questo momento, sarebbe dovuto arrivare.

Tounkara insulta Totti

“Gli uomini passano, la maglia resta”, varrà anche per Totti?

Forse sarebbe stato meglio farlo in passato: magari due stagioni fa, quando Francesco Totti era ancora autentico protagonista. Gli ultimi due anni, le polemiche con Luciano Spalletti, le scaramucce tra i due, la divisione dell’ambiente tra Pro e Contro Totti hanno un po’ oscurato quell’immagine bellissima e nitida che si ha avuto del Pupone per oltre 22 anni di carriera. Francesco Totti appende gli scarpini al chiodo. E la consueta frase che ogni tifoseria utilizza come un mantra, “Gli uomini passano, la maglia resta”, questa volta faticherà a trovare davvero senso: perché Totti è la Roma, la Roma è Totti.

Roma Cesena highlights

È stato così per un’intera carriera, continuerà a esserlo anche quando Francesco Totti smetterà di giocare. Perché, diciamocela tutta, preferiremmo sapere di non aver neanche la possibilità di poterlo schierare anziché essere costretti a concedere passerelle “umilianti” di spezzoni di partita. Avrebbe voluto vincere il suo ultimo Derby con la Lazio, lo ha perso e anche male. Adesso potrebbe diventare protagonista delle ultime giornate, salvare il salvabile di un’ennesima stagione fallimentare della Roma.

Tutto quello che devi sapere su Francesco Totti

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Quel no secco a Real e Milan di Francesco Totti

Lui, Francesco Totti, che ha speso una vita calcistica per la Roma. Giocatore che ha preferito l’amore per la maglia a un palmarés ricco di trofei. Le sirene del Milan di Silvio Berlusconi, la corte spietata dei Galacticos del Real Madrid. Francesco Totti ha fatto una scelta di vita. Giusta? Sbagliata? Chi lo sa. Magari vestendo altre maglie avrebbe perso quel senso di magia, quell’aurea da “Re” che si porta dietro quando passeggia per le vie di Roma. Avrebbe perso quel senso di romanticismo che lega ancora i tifosi della prima ora al mondo del calcio.

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Francesco Totti, il folle poeta maledetto

È indubbio, Francesco Totti è stato un poeta maledetto. Un poeta maledetto del calcio contemporaneo. Un pittore. Un esteta. Un fuoriclasse. Ma anche un ribelle, un rivoluzionario. Un coraggioso. Francesco Totti ha dimostrato di avere le palle: perché solo i grandi campioni, i fuoriclasse, possono permettersi il lusso di calciare un rigore decisivo a tempo scaduto in ottavo di finale di Campionato Mondiale. Solo i geni più folli possono presentarsi, senza un filo di barba, davanti a un omone come Van der Sar e stenderlo con un cucchiaio. Perché solo un pazzo può beffare Julio Cesar da oltre trenta metri con un colpo sotto da stropicciarsi gli occhi.

Francesco Totti

Francesco Totti è un fuoriclasse, lo è stato e lo sarà sempre. Ma è tempo di dire basta. Fa bene a tutti. Le storie d’amore non finiscono, cambiano i sentimenti. Le storie calcistiche non si dimenticano. Si conservano nel cassetto dei ricordi, si sfoglia l’album, si ricorda un evento storico. Si dimentica tutta la cattiveria, tutti gli errori. Perché anche qui Totti non è stato esente: nella sua follia ha strattonato arbitri, sputato avversari, preso a calci rivali su un campo da calcio. Picchiato duro, preso botte, le ha date. Le ha ricevute.

Totti 300 gol in carriera

A differenza di altri grandi campioni degli ultimi anni – come Del Piero, Maldini, Baggio Totti non è stato amato da tutti: nella sua infinita classe ha avuto l’abilità di farsi odiare. Odiare dagli avversari. Ché il 28 maggio 2017, giorno di Roma-Genoa, lo stadio Olimpico gli tributerà il più grande finale di sempre. Ma occhio, perché con Totti mai dire mai…

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