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Tra agricoltura bio e socialità: il parco eco-archeologico di Pontecagnano

Biodiversità e condivisione: sono queste le parole d’ordine del progetto del parco di Pontecagnano, in provincia di Salerno, la prima area verde eco-archeologica nata nel 2001 per volere del Circolo “Occhi Verdi” di Legambiente.

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Quarant’anni fa un team di archeologi aveva individuato nell’area il più meridionale degli insediamenti etruschi, che negli anni successivi è diventato parco ecologico, pur rimanendo chiuso al pubblico.

Nel 2001, la svolta. Nell’ottica di preservare le tradizioni agricole, il parco si è progressivamente arricchito di orti urbani e di spazi condivisi, incontrando il favore sia delle amministrazioni che dei cittadini.

Attualmente, oltre a un vasto orto di mille metri quadri, sono sessantacinque gli orti di cento metri quadrati che hanno trovato un assegnatario, cui spetta il dovere di coltivare in modo esclusivamente “bio”. Nel parco si stanno sperimentando anche tecniche innovative di risparmio idrico e di agricoltura a fini terapeutici. E per i bambini non mancano una biblioteca dedicata e laboratori didattici.

Il segreto del successo? La condivisione di conoscenze e competenze unito al valore della comunità.

(fonte: Labsus; autore dell’immagine principale Alessandro Pozzi, da Flickr.com)

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