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Tra cronaca e storia sulle copertine de “La Domenica del Corriere” – decima puntata

Nonostante la forte propensione americana ad astenersi dal coinvolgimento nella Grande Guerra, i reiterati affondamenti delle navi mercantili americane ad opera dei tedeschi – loro reazione allo strangolamento causato dal blocco marittimo britannico – comportano il rovesciamento dell’opinione pubblica. D’altro lato, i grandi istituti finanziari americani sono consapevoli che i paesi dell’Intesa, se sconfitti, non potranno essere in grado di pagare i debiti e che il capitalismo tedesco ovviamente trarrà un notevole giovamento da una eventuale vittoria. Il Presidente Thomas Woodrow Wilson presenta al Congresso la proposta di entrare nel conflitto: il 6 aprile del 1917 gli Stati Uniti dichiarano ufficialmente guerra alla Germania, al “nemico naturale della libertà”, come raffigurato sullo sfondo dell’illustrazione. La notizia dell’intervento degli USA suscita immediato entusiasmo, ma in realtà l’esercito a stelle e strisce ci metterà un anno per mobilitarsi e schierarsi oltre Atlantico, partecipando di fatto soltanto agli ultimi cinque mesi di battaglie: difatti i primi soldati americani inizieranno ad arrivare sul teatro di guerra solo nella primavera del 1918. In compenso, gli Stati Uniti potenzieranno da subito il loro sostegno all’Intesa, tra l’altro già consistente: dall’inizio delle ostilità questi hanno infatti fornito all’Inghilterra armi e munizioni per milioni di dollari.

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