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Tra cronaca e storia sulle copertine de “La Domenica del Corriere” – nona puntata

Nel settembre del 1916, una squadriglia formata da 22 trimotori italiani “Caproni”, scortata da caccia biplani francesi “Nieuport”, compie un raid su Trieste, principale sbocco marittimo dell’Impero asburgico. Obbiettivi: il grande cantiere navale “Arsenale Lloyd” e gli hangar di idrovolanti della baia di Muggia. La rotta di avvicinamento che segue l’andamento della costa e il sole alle spalle favoriscono l’azione, che avviene quasi di sorpresa. Vengono scaricate 172 bombe di grosso calibro, pari a 5 tonnellate di alto esplosivo. La missione si conclude senza perdite per gli aviatori italiani, mentre “alcune” vittime si contano tra i civili. Quella dell’illustrazione è pura propaganda, spinta oltremodo dalla censura: difatti “in una guerra totale, come la guerra europea ben presto si rivelò, la censura sulle varie forme di comunicazione fu una necessità e venne adottata da tutti gli stati belligeranti. In Italia la censura, sia governativa o politica, sia militare, sulla stampa ha avuto alcune importanti funzioni, a cominciare da quella di impedire la divulgazione di notizie non solo militari ma anche economiche, che avrebbero potuto creare dei seri danni al paese, in quanto i servizi di spionaggio austro – ungarici e tedeschi facevano una lettura sempre più approfondita dei giornali italiani che giungevano in Svizzera”.(15)

NOTA

(15) Antonio Fiori, Il filtro deformante. La censura sulla stampa durante la Prima Guerra Mondiale, cit., p. 457.

 

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