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Tra cronaca e storia sulle copertine de “La Domenica del Corriere” – quattordicesima puntata

Il 27 e il 28 ottobre del 1922, organizzato dal Partito Nazionale Fascista di Benito Mussolini, ha luogo un evento a metà tra un colpo di stato sostanzialmente incruento e una grande manifestazione in armi, che passerà alla storia come la “Marcia su Roma”. Decine di migliaia di militanti fascisti, guidati da colonne armate di Camicie Nere, occupano i centri nevralgici della capitale e mettono l’esecutivo di fronte alla necessità di dimettersi, costringendo il re Vittorio Emanuele III, nonostante la riluttanza del giolittiano Presidente del Consiglio Luigi Facta, a chiamare Mussolini per formare un nuovo governo.

Mentre nel 1922 “La Domenica del Corriere” ha trascurato l’avvento del fascismo, in questa copertina del 1923 vede bene di commemorare l’avvenimento con solennità: l’illustrazione riporta le evoluzioni aeree di circa 270 apparecchi avvenute nel cielo di Roma per celebrare il primo anniversario della Marcia su Roma. La libertà di informazione sta dunque scemando: “Un segnale molto grave per la libertà di stampa è il Regio Decreto annunciato dal governo il 12 luglio (e controfirmato da Vittorio Emanuele III tre giorni dopo) di cui Mussolini sospende l’entrata in vigore per usarlo come una minaccia incombente. […] L’art. 2 del R.D. dà ai prefetti la facoltà di diffidare il gerente e, dopo aver ascoltato il parere di un magistrato e di un giornalista, di dichiararlo decaduto”.(19) In pratica, è una spada di Damocle sulla testa dei direttori e degli editori non allineati.

 

NOTA

(19) Paolo Murialdi, Storia del giornalismo italiano, Il Mulino, Bologna 1996, pp. 131 – 132.

 

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