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Tra cronaca e storia sulle copertine de “La Domenica del Corriere” – quindicesima puntata

Nell’illustrazione di copertina: in occasione dell’annessione della città di Fiume all’Italia, avvenuta nel gennaio del 1924, un enorme corteo patriottico attraversa Roma per recarsi al palazzo del governo. Bandiere sventolanti, festeggiamenti e scene di entusiasmo fanno da cornice a un evento molto importante, specie in termini di prestigio politico, per l’esecutivo del tempo.

La questione era esplosa il 12 novembre del 1920, quando l’Italia aveva sottoscritto con la Iugoslavia il Trattato di Rapallo, in cui aveva accettato la creazione dello Stato libero e indipendente di Fiume. Tuttavia il poeta Gabriele D’Annunzio – il quale, in quella che verrà ricordata come l’“Impresa di Fiume”, nel settembre del 1919, a capo di una forza volontaria irregolare di circa 2.500 legionari, aveva già occupato la città rivendicandone l’annessione all’Italia e proclamando la Reggenza del Carnaro – si era rifiutato di lasciare il territorio.

Quindi si era reso necessario l’intervento delle truppe regolari dell’esercito per costringere i suoi legionari a consegnare Fiume al governo libero provvisorio. Quattro anni dopo, col Trattato di Roma del 27 gennaio del 1924, Italia e Iugoslavia sanciscono consensualmente la dissoluzione dello Stato libero di Fiume, accordandosi per la sostanziale annessione all’Italia del centro storico della città e di gran parte del suo territorio. Da questo momento in poi, la spumeggiante retorica in favore del governo fascista abbonderà sempre di più, soprattutto perché Mussolini sta per mettere il bavaglio alla stampa, dando corso al Regio Decreto, ancora in sospeso, annunciato il 12 luglio del 1923, tra l’altro aggravandone le modalità di esecuzione.

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