in

Tra cronaca e storia sulle copertine de “La Domenica del Corriere” – undicesima puntata

È una pioggia di bombe quella che si abbatte sulle posizioni italiane nelle prime ore del 24 ottobre del 1917: lo scopo dell’offensiva delle forze tedesche e austro – ungariche è lo sfondamento in direzione di Gemona e Cividale e il possesso della strada di fondovalle Plezzo – Caporetto – Tolmino. Il successo dell’attacco, che vede impegnati sul campo ben 168 battaglioni nemici, è eccezionale e causa una vera e propria disfatta: nel pomeriggio Caporetto viene occupata e il Capo di Stato Maggiore Luigi Cadorna ordina di ritirarsi. Però la stanchezza grava sulla ritirata: intere unità si rifiutano di combattere, preferendo sbandarsi, come per protestare contro la cieca inflessibilità imposta dagli alti comandi. Il fronte arretra dall’Isonzo al Tagliamento e al Piave e, in pochi giorni, gli italiani perdono 400.000 uomini e quasi tutta l’artiglieria. La maggior parte dei giornali italiani svolge un’opera intensa per esortare i cittadini a resistere, a non deprimersi e a riflettere sul fatto che episodi dolorosi, come quello di Caporetto, si verificano in tutti gli eserciti. “Anche i settimanali del Corriere del Sera, cioè La Domenica del Corriere e Il Corriere dei Piccoli […] esortarono i loro lettori alla resistenza ad ogni costo”.(16)

NOTA

(16) Antonio Fiori, Il filtro deformante. La censura sulla stampa durante la Prima Guerra Mondiale, cit., pp. 260 – 261.

 

Seguici sul nostro canale Telegram

Stasera in diretta Tv: Le Iene, Presa Diretta, Un Medico in Famiglia, Karol

Calamari ripieni cotti in padella: foto e ricetta