in ,

Traghetto Norman Atlantic, l’incendio si poteva evitare?

Passeggeri ed equipaggio del Norman Atlantic, il traghetto su cui il 28 dicembre è scoppiato un rovinoso incendio che ha provocato almeno 11 morti, sono ormai a terra. Ora è il momento delle indagini e la lente di ingrandimento degli inquirenti è puntata su armatore e capitano. Bisogna prima di tutto capire come sia scoppiato l’incendio nel garage della Norman Atlantic e come si sia poi esteso al resto del traghetto.

Alcuni passeggeri dicono che all’origine dell’incidente ci sarebbero dei tir bloccati male all’interno del garage. I tetti dei mezzi quindi avrebbero prodotto scintille entrando a contatto con il soffitto dell’area. Ma questa ipotesi sembra priva di fondamento in quanto è molto difficile che nessuno si sia accorto del cattivo fissaggio dei tir e soprattutto il soffitto del garage è tarato per ospitare mezzi pesanti e quindi troppo alto perché i camion possano entrare in contatto con la sua superficie.

C’è inoltre da sottolineare che sul Norman Atlantic tutto era regolare: non erano trasportati tir contenenti materiali il cui trasporto su traghetti di quel tipo è vietato, il numero di mezzi in garage non era superiore alla norma e, nonostante alcuni camion trasportassero olio di oliva, il carico era stato preventivamente spostato a terra (così come richiede la normativa sulla sicurezza).

Quindi, posto il fatto che problemi col carico non dovrebbero essercene stati, rimane da verificare il funzionamento dei dispositivi antincendio. Il Norman Atlantic ne prevedeva due: gli sprinkler (le docce posizionate sul tetto del garage) e la fuamite, ovvero la schiuma (che viene sparata nell’area in fiamme per “mangiare” l’ossigeno all’incendio). Entrambi c’erano ed erano funzionanti.

Presenti risultano anche il sistema di videosorveglianza che monitora la situazione nell’area dei garage e il sistema di rilevamento dei fumi che permette la rapida identificazione dell’incendio. Teoricamente avrebbe dovuto esserci anche un servizio di ronda svolto dal personale, ma questo non è ancora stato possibile accertarlo.

Ciò che può essere accaduto è che una delle porte tagliafuoco non si sia chiusa al momento dell’esordio dell’incendio o che una delle “serrande” (le prese d’aria che si aprono per areare la zona quando è presidiata da persone – ad esempio gli autotrasportatori che svuotano il proprio mezzo) non si sia chiusa.

In questo caso infatti non solo l’incendio avrebbe avuto gioco facile ad espandersi anche in altre aree della nave, come poi è successo, ma la schiuma “mangiatrice di ossigeno” sarebbe stata neutralizzata dalle prese d’aria aperte. Se questo è lo scenario, non rimane che da capire chi aveva la responsabilità di valutare il funzionamento di questi due dispositivi.

valerio staffelli, striscia la notizia

Striscia la notizia, i migliori Tapiri d’Oro del 2014 secondo Valerio Staffelli

Emma Marrone

Emma Marrone Instagram: gli auguri di Buon 2015 per i fan