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Trattativa Stato – Mafia intercettazioni, il boss Graviano: “Berlusca ci ha chiesto questa cortesia”

Trattativa Stato – Mafia, emergono nuovi dettagli su uno dei casi più oscuri della Repubblica italiana. Qual è il ruolo svolto dalla politica nel periodo dello stragismo mafioso? C’è stata davvero la mano dei colletti bianchi dietro la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino del 1992? Le bombe del 1993, che videro coinvolto anche Maurizio Costanzo, sono state ordinate dal mondo della politica? Sono tante domande, poche le risposte. Intanto, nei giorni in cui si torna a parlare di Cosa Nostra, causa sentenza di Cassazione per il caso Totò Riina, emergono nuove intercettazioni.

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Trattativa Stato – Mafia, il boss Graviano: “Berlusca ci ha chiesto questo favore”

Trattativa Stato – Mafia, Giuseppe Graviano, il boss delle stragi del 1992/1993, parla con il suo compagno di cella durante l’ora d’aria. Gli estratti resi noti dalla Procura sono stati pubblicati oggi da La Repubblica: “Nel ’92 già voleva scendere… voleva tutto, ed era disturbato, perché era… acchianavu (sono salito, ndr)… nei… con quello… Lui voleva scendere, però in quel periodo c’erano i vecchi, lui mi ha detto: ci vorrebbe una bella cosa.” Queste intercettazioni risalgono a giorno 10 aprile 2016 e, secondo la Procura di Palermo, l’obiettivo di Graviano è quello di far risultare Berlusconi mandante delle stragi del 1992/1993: “Ti ho portato benessere – dice ancora Graviano a proposito di Berlusconi – Poi mi è successa una disgrazia, mi arrestano, tu cominci a pugnalarmi. Per cosa? Per i soldi, perché tu ti rimangono i soldi… dice, non lo faccio uscire più e sa che io non parlo perché sa il mio carattere e sa le mie capacità…”

Le rivelazioni del Boss Giuseppe Graviano sono state fatte al compagno di cella, il camorrista Umberto Adinolfi, durante la detenzione ad Ascoli Piceno, dal febbraio 2016 ad Aprile 2017. Poi, sempre nelle intercettazioni di Graviano, emerge un nuovo particolare: “Non volevano più le stragi… la montagna mi diceva, no… è troppo”. Chi è la montagna? Poi svela cosa gli avrebbero offerto, non è ben chiaro chi: “Ci proposero il passaporto e 50 milioni”. E, ancora, si vanta di aver concepito il figlio in carcere, nel 1996: “Con mia moglie dormivamo in cella insieme”.

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Trattativa Stato – Mafia: atti trasmessi alle procure di Firenze e Caltanissetta

I pubblici ministeri Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi hanno depositato questa mattina in udienza 5000 pagine di intercettazioni fatte dal centro operativo Dia di Palermo. C’è un mistero dietro l’altro nel nuovo capitolo del processo Trattativa, che fra gli imputati vede Marcello Dell’Utri, il braccio destro di Berlusconi, attualmente detenuto per scontare una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

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Trattativa Stato – Mafia, Giuseppe Graviano interrogato: “Sono malato”

I PM di Palermo sono già andati a interrogare Giuseppe Graviano in carcere, il 28 marzo scorso: gli hanno contestato alcuni passaggi delle intercettazioni, chiedendo spiegazioni. Il boss si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Sono distrutto psicologicamente e fisicamente con tutte le malattie che ho, non sono in grado di affrontare un interrogatorio” – si legge su Repubblica – Ma ha lanciato però un messaggio: “Quando sarò in condizione sarò io stesso a cercarvi, per chiarirvi alcune cose che mi avete detto”. E c’è già un’indagine bis sulla “Trattativa Stato-mafia”. Giuseppe Graviano è il primo indagato di una lista al momento segretissima.

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