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Trump raid Siria aggiornamenti: le reazioni di Italia, Russia e Stati Uniti

Putin attacca la Siria: 60 missili contro base Shayrat

Putin raid in Siria: la risposta degli stati Uniti per l’attacco chimico a Idlib, in cui martedì mattina sono morte più di 80 persone, fra cui 28 bambini, è arrivata poco dopo le 8,40 ora di New York, quando in Italia erano le 2:40. Donald Trump ha dato inizio a dei raid in Siria sganciando 59 missili Tomahawk da due portaerei al largo del Mediterraneo.

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“Il bombardamento americano in Siria è nel vitale interesse della sicurezza” degli Stati Uniti, ha motivato il presidente americano, in quanto la Siria ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Donald Trump ha chiesto al mondo di unirsi agli Usa “per mettere fine al flagello del terrorismo”. Queste le parole di Trump che hanno preceduto i raid in Siria: “Martedì il dittatore della Siria, Bashar al-Assad, ha lanciato un terribile attacco con armi chimiche contro civili innocenti, uccidendo uomini, donne e bambini. Per molti di loro è stata una morte lenta e dolorosa. Anche bambini piccoli e bellissimi sono stati crudelmente uccisi in questo barbaro attacco. Nessun bambino dovrebbe mai soffrire tale orrore”. Poi annuncia: “Questa sera ho ordinato un attacco mirato contro la base da cui è partito l’attacco chimico”.

Versioni contrastanti quelle che nel frattempo arrivano dagli Stati Uniti. Secondo il segretario di Stato, Rex Tillerson, non ci sarebbero state discussioni o contatti precedenti, “né ce ne sono stati con Mosca da quando è stato sferrato l’attacco”. Il Pentagono invece sostiene che la Russia sia stata allertata nel corso di “plurime conversazioni”. “Ci sono russi alla base ed abbiamo adottato precauzioni straordinarie per non colpire l’area in cui si trovano”, ha inoltre fatto sapere da Washington il portavoce, Jeff Davis.

Mosca parla di “attacco irresponsabile”

Tuona Mosca, che parla di “attacco irresponsabile”, un atto di aggressione “con un pretesto assolutamente inventato” che “ricorda la situazione del 2003, quando gli Usa e la Gran Bretagna, con alcuni loro alleati, hanno invaso l’Iraq”. Sono queste le parole del ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov.  Il Cremlino aveva infatti precedentemente fatto sapere in una nota che “l’attacco porterà danni considerevoli alle relazioni tra Russia e Stati Uniti”, in quanto il raid “viola la legge internazionale. “Washington ha compiuto un atto di aggressione contro uno Stato sovrano”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin, e secondo i media russi Mosca avrebbe chiesto la convocazione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Onu “per discutere la situazione”.

La posizione dell’Italia: la parole del premier Gentiloni

Anche l’Italia dal canto suo ha preso da subito una posizione chiara: “L’azione ordinata stanotte da Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra di cui è responsabile il regime di Assad. Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni”, così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in conferenza stampa. Il Premier si è inoltre detto “convinto che l’azione di questa notte acceleri la chance per il negoziato politico”. (Immagine di repertorio)

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