in ,

Tsunami, dieci anni dopo: la catastrofe colpì il Sud Est dell’Asia nel 2004

Era il 26 dicembre 2004 quando nel Sud Est dell’Asia si verificò una vera e propria catastrofe. Lo Tsunami causò centinaia di migliaia di morti dopo che alle 00:58:53 un violento terremoto, di magnitudo 9.1 della scala Richter, aveva fatto tremare tutto l’Oceano Indiano ed innalzare, di conseguenza, onde anomale alte anche ben quindici metri ed in grado di colpire diverse zone costiere dell’area asiatica nelle ore successive al sisma: dalle coste dell’Indonesia, allo Sri Lanka, dall’India alla Thailandia, dalla Birmania alle Maldive. Il giorno di Santo Stefano fu così segnato da un tragico evento. La forza della terra, il terremoto, uno dei più forti al mondo, modificò l’asse terrestre, e la forza dell’acqua spazzarono via, infatti, tantissime vite dando all’uomo un segno tangibile dei propri limiti.

Oggi, 26 dicembre 2014, a distanza di dieci anni dal tragico evento, come negli ultimi giorni, si terranno diverse cerimonie commemorative. In Thailandia, ad esempio, a far da protagonista sarà la la T 813 della polizia, una motovedetta che fu scagliata a diverse centinaia di metri dalla costa a Khao Lak e che per questo divenne il simbolo della forza distruttrice dell’acqua. Prayuth Chan-ocha, inoltre, darà il via alla commemorazione delle vittime della catastrofe e continuerà a ringraziare i volontari che all’epoca arrivarono da tutto il mondo per aiutare la popolazione e che in questi dieci lunghi anni hanno continuato ad aiutare le terre colpite dallo tsunami in ogni modo e hanno continuati a ricordarne i caduti nelle loro preghiere. In Sri Lanka, invece, simbolo della commemorazione sarà il Queen of the Sea ovvero il treno dove morirono 1600 persone.

Cosa è cambiato in dieci anni? Dopo la tragedia, dopo la dirompente forza dello tsunami in grado di distruggere tutto, l’Unesco ha installato sistemi di allerta tecnologici affinché eventi di questo tipo possano essere, se non predetti, quantomeno tenuti sotto controllo o meglio affinché grazie alle moderne tecnologie, attraverso: reti sismografiche, Gps, radar, centri operativi in funzione 24 ore su 24, si possa avvertire con tempestività la popolazione e salvare vite umane evitando così che la storia si ripeta.

veronica panarello carcere catania andrea loris stival

Omicidio Andrea Loris Stival: le nuove dichiarazioni della famiglia su Veronica Panarello

Dna sotto le unghie di Loris non è di Veronica Panarello

Andrea Loris Stival, dubbi sul Dna sotto le sue unghie: non appartiene a Veronica Panarello