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Tubercolosi a Motta di Livenza, il dottor Cinquetti che segue il caso: «Malattia mai vista, sembra dell’Ottocento!»

Nuovi particolari arrivano da Motta di Livenza, in provincia di Treviso, il paese dove risiede la maestra «Caso Zero» dell’epidemia di tubercolosi, che ha sconvolto l’intera comunità. Un inviato de Il Corriere della sera si è recato a casa dell’insegnante che non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito a quanto successo: «Scusi tanto ma non me la sento di parlare», ha affermato la maestra, che non dimentichiamoci è lei stessa una delle vittime di quest’incredibile vicenda: «Quel che dovevo dire l’ho detto ai medici!». Proprio ai dottori la donna ha spiegato che nonostante la tosse inesistente e l’anomalo dimagrimento aveva scelto di non approfondire con ulteriori controlli perché spaventata all’idea un male incurabile. Mai avrebbe pensato però alla tubercolosi e lo stupore suo è lo stesso dei medici, che stanno seguendo il caso.

Tubercolosi a Motta di Livenza, il dottor Cinquetti che segue il caso: «Malattia mai vista, sembra dell’Ottocento!»

«Non immaginava che si trattasse di qualcosa di infettivo, capace di contagiare i suoi alunni e non solo. Una tubercolosi mai vista, con un quadro clinico imponente che ricorda quelle dell’Ottocento», ha affermato il dottor Sandro Cinquetti, direttore del Servizio d’Igiene e sanità pubblica di Treviso che ha cercato sin dai primi momenti di di far fronte all’epidemia. Davvero qualcosa di inaspettato: prima un alunno, poi due, poi dieci. 36 le persone contagiate, risultate positive al Test di Mantoux, e 21 di queste sono compagni della stessa classe dell’istituto elementare di Motta di Livenza, quella della maestra appunto. Nove avrebbero sviluppato la malattia. «Si tratta di un’altra maestra e di otto alunni, dei quali 4 sono attualmente in isolamento domiciliare, non perché siano a rischio ma per eseguire esami e controllare la cura», ha affermato il dottor Sandro Cinquetti, che ha dovuto confrontarsi con una vera emergenza sanitaria, di cui la maestra si è rivelata il «Caso Zero».

Perché il test è stato fatto soltanto nella scuola della maestra?

Proprio sull’insegnante il medico ha dichiarato: «Noi datiamo l’infettività della maestra a circa un anno fa. La sua storia è però più datata: lei ha avuto, come altre persone della sua età (è prossima alla pensione, ndr) un’infezione in età infantile, rimasta chiusa nei polmoni per tutto questo tempo come tubercolosi latente. Si è manifestata un anno e mezzo fa con la caduta delle difese immunitarie. Avendola trascurata per troppo tempo è diventata molto contagiosa!». In tanti si sono chiesti perché il test di Mantoux sia stato fatto solo nell’ambito scolastico, ma il dottor Cinquetti ha precisato che la donna, il caso zero, conduce per fortuna una vita molto riservata, tutta casa e lavoro, proprio per questo non è stato necessario passare a tappeto altri luoghi. Perché avvenga il contagio è necessario, infatti, che il paziente infetto sia a lungo a contatto con altre persone. «I familiari? Li abbiamo controllati: negativi!», ha affermato il professore.

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Purtroppo in queste ore non sono mancate le polemiche e gli attacchi nei confronti dell’insegnante, che non soltanto deve fare i conti con una malattia come la tubercolosi, ma deve sopportare anche il senso di colpa sapendo che alcuni suoi alunni dovranno sottoporsi ad una cura farmacologica di oltre 6 mesi. «Sarà stata anche in buonafede ma ha messo a repentaglio la salute dei nostri figli», ha affermato una madre e non è una voce isolata. «Ripristiniamo le visite obbligatorie sugli insegnanti, com’era una volta», ha dichiarato un padre arrabbiato per quanto successo. Di fronte alle tante lamentale e preoccupazioni il dottor Cinquetti ha affermato: «Vorrei tranquillizzare tutti: contagiato non significa infettivo. Non hanno nulla da temere, i loro figli non sono a rischio». La maestra, invece, lei sì, deve rimanere in isolamento. Ancora dovrà restare in casa.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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