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Tumore al polmone: nuova cura d’attacco, immunoterapia in prima linea contro il cancro

In principio vi era la chemioterapia come prima strategia d’attacco contro il tumore al polmone. Dopo quarant’anni, però, questa linea cambia mettendo al primo posto l’immunoterapia. Nello specifico, per questo tipo di neoplasia, è un anticorpo monoclonale a prenderne il posto. Si tratta di un farmaco definito ora di ‘prima linea’ nella lotta a questa malattia.

->TUMORE AL POLMONE: SINTOMI, CAUSE E CURE 

Il farmaco si chiama Pembrolizumab, ed è stato approvato lo scorso 18 maggio 2017 dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Ora manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Entrando più nel dettaglio, da parte dell’Aifa viene richiesto che sia questo farmaco a scendere in campo contro il carcinoma polmonare metastatico non a piccole cellule, una condizione in cui i tumori mostrano alti livelli di recettore PD-L1. Questi ha la capacità di disattivare i linfociti T specifici e quindi di bloccare la risposta immunitaria contro il tumore al polmone.

Il farmaco, quindi, inibisce il recettore PD-L1 dando modo al sistema immunitario di attaccare il tumore. Come ha spiegato Carmine Pinto, Presidente dell’Associazione Nazionale Oncologia Medica: “Il melanoma ha rappresentato il modello per l’applicazione di questo approccio innovativo che ora si sta estendendo con successo a diversi tipi di tumore, come quello del polmone. Ed è un’arma che si affianca a quelle tradizionali rappresentate da chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie biologiche. Un passo avanti verso la sconfitta o la cronicizzazione della malattia“.

Dallo studio condotto sul farmaco è emerso come il 70 per cento dei pazienti trattati sia ancora vivo a un anno dalla diagnosi, al contrario di quelli trattati solo con chemioterapia, che risultano essere il 50 per cento. A questi risultati significativi si affiancano anche quelli relativi alla riduzione del rischio di morte, pari al 40 per cento, e una riduzione del 50 per cento del rischio di progressione della malattia.

Come ha precisato Filippo De Marinis, Direttore della Divisione di Oncologia Toracia all’IEO di Milano: “Pembrolizumab è l’unico farmaco immuno-oncologico basato sulla definizione di un biomarcatore, PD-L1, che permette di scegliere il trattamento giusto per il paziente giusto. In base al livello di espressione di PD-L1, può essere utilizzata l’immuno-oncologia nel modo più efficace. In particolare, il 75 per cento dei pazienti con istotipo squamoso in fase metastatica che oggi in primo livello sono trattati con chemioterapia, potranno trarre importanti benefici dall’immuno-oncologia se risponderanno a certi criteri“.

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