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Tumore al seno: sintomi e metastasi, ecco perché si creano

Tumore al seno: sintomi e metastasi

Il tumore al seno rappresenta il 29 per cento di tutte le neoplasie che colpiscono le donne. Una su otto ne viene colpita nell’arco della vita e la sua incidenza aumenta superata la soglia dei 50 anni: il 75 per cento delle diagnosi, infatti, supera questa soglia d’età. In realtà, vi è una netta differenza tra tumore e cancro: se il primo, infatti, è benigno, non dannoso, non invade generalmente i tessuti circostanti e non si diffonde ad altre parti del corpo, il secondo può essere mortale, può invadere altri tessuti o organi del corpo e, se rimosso, può riformarsi. I sintomi sono molto specifici, il primo tra tutti è la comparsa di un nodulo: se presenta bordi irregolari, è duro e indolore è probabile che sia un cancro anche se capita che si presenti in maniera completamente diversa, ovvero morbido e tondeggiante. Nello specifico, i segni da tenere sotto controllo sono i seguenti: irritazione o increspatura della pelle, morbidezza del capezzolo, secrezione diversa dal latte materno, cambiamenti a livello di dimensioni e forma del seno, retrazione del capezzolo, dolore al seno e/o al capezzolo e gonfiore del seno o di una sua parte.

Tumore al seno: sintomi e metastasi, tipologie

Il tumore al seno si suddivide sia per tipologia, sia per stadio di avanzamento. Il Sarcoma: è un tumore che origina dai tessuti connettivi, dunque dai tessuti muscolari, adiposi e vasi sanguigni. Il Carcinoma: è un cancro che origina nello strato di rivestimento del seno e rappresenta la maggioranza dei casi di tumore al seno. Adenocarcinoma: si sviluppa nel tessuto ghiandolare. Carcinoma in situ: si tratta di un tumore che si trova ancora nella sua fase iniziale, confinato nel punto in cui si è originato, inoltre, non essendo tumori che invadono altri tessuti, spesso sono ritenuti non invasivi o pre-invasivi. Carcinoma invasivo: ovvero, si sviluppa oltre lo strato di cellule dal quale ha avuto origine, la maggior parte dei tumori al seno sono carcinomi invasivi. Il tumore al seno viene classificato in cinque stadi: stadio 0, ovvero il carcinoma in situ. Stadio I: cancro in fase iniziale che non raggiunge i 2 cm di diametro e non coinvolge i linfonodi. Stadio II: cancro in fase iniziale con massimo 2 cm di diametro che ha raggiunto i linfonodi sotto l’ascella, oppure si tratta di un tumore che ha superato i 2 cm di diametro ma non ha coinvolto i linfonodi. Stadio III: cancro localmente avanzato a dimensione variabile e che ha coinvolto i linfonodi sotto l’ascella o i tessuti vicini. Stadio IV: cancro metastatizzato che ha raggiunto altri organi oltre al seno.

Tumore al seno: sintomi e metastasi, ecco perché si creano

Sono stati recentemente pubblicati due studi con i quali i ricercatori tentano di rispondere a una domanda molto importante riguardante il tumore al seno: per quale motivo alcuni tumori di piccole dimensioni diventano aggressivi e perché in alcuni casi vi sono metastasi senza tumore originario? I ricercatori della Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York e dell’Università tedesca di Regensburg, hanno pubblicato le loro ricerche in merito su Nature. Alcune cellule, infatti, possono diffondersi ad altri organi ancora prima che il tumore si sviluppi. Possono restare silenti per un periodo di tempo e poi ‘attivarsi’ formando metastasi che spesso risultano fatali. Gli scienziati hanno scoperto il meccanismo alla base di questa azione e consisterebbe nell’alterazione molecolare di un oncogene e di un soppressore tumorale, ovvero HER2 il primo e p38 il secondo: questi fanno in modo che le cellule cancerose ricevano il messaggio o l’input a spostarsi prima nei polmoni e poi nel resto dell’organismo. La maggior parte di queste cellule, inoltre, rimane dormiente, sfuggendo così all’attacco dei farmaci anti tumore che invece attaccano solo le cellule attive. Julio A. Aguirre-Ghiso, autore dello studio americano, però, spiega: “Ci sono ancora fenomeni che non sappiamo spiegare, come quel 5 per cento di donne con cancro al seno che hanno metastasi, ma nessun tumore originario. Oltre a quei casi così aggressivi da resistere a tutte le terapie e diventare letali. Ora facciamo un passo avanti, capiamo qualcosa in più“.

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