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Turchia, dichiarato incostituzionale il blocco a YouTube

Continua la guerra tra il premier turco Tayyip Erdogan e la Corte Costituzionale. Dopo la revoca del blocco a Twitter, ora anche la censura di Youtube è stata dichiarata anticostituzionale in quanto viola in maniera inaccettabile la libertà di espressione. Erdogan, dopo la vittoria nelle elezioni amministrative, punta alla carica di capo dello Stato alle presidenziali di agosto e questo braccio di ferro con la massima autorità legislativa non lo favorisce. Il premier ha dichiarato di non condividere affatto la presa di posizione della Corte Costituzionale pur essendo obbligato ad accettare il provvedimento.

youtube logo

YouTube era stato reso inaccessibile alla fine di marzo dopo l’uscita di alcune registrazioni sul servizio di condivisione video; le conversazioni intercettate rivelavano alcuni piani del governo sulle strategie da adottare in Siria e coinvolgevano il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu e il capo dei servizi segreti Hakan Fidan. Poco dopo la condivisone delle registrazioni l’accesso al Tubo è stato bloccato in nome della sicurezza nazionale.

Aspramente criticato dagli Stati Uniti e dall’Unione europea, Erdogan è costretto dalla Corte Costituzionale a rimuovere la censura. Censura però che è stata posta in modo del tutto legale: la legge turca infatti permette alla RTUK, autorità per le telecomunicazioni e le trasmissioni, di imporre blocchi a siti internet senza approvazione giudiziaria se si pensa che possa contenere dei contenuti illegali. Una situazione quindi che in Turchia è destinata a far discutere ancora per molto.

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