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Turchia: “Le donne non dovrebbero ridere”, protesta social #direnkahkaha in rete

Turchia: Bulent Arinc, braccio destro islamico conservatore del presidente Erdogan, lo ha dichiarato nei giorni scorsi. “Le donne non dovrebbero ridere in pubblico: è immorale”. E non è la prima volta che sulla porta d’oriente si lanciano in dichiarazioni di censura sociale. Alcool, Twitter e Youtube erano già stati messi al rogo, per non parlare dei baci in pubblico. Ora le donne devono mantenere atteggiamenti decorosi, che per alcuni soggetti istituzioni vuol dire non sorridere. Anche questa volta, però, una parte della Turchia non ci sta.

protesta social

Nel giro di poche ore, infatti, la rete si scatena e proprio sui social network scatta a razzo a protesta attraverso l’ashtag #direnkahkaha (è la risata “scritta” per i turchi). Foto di ragazzine, ragazze, signorine, signore, donne. Pure qualche anziana. Tutte sorridenti. Pare che se la stia giocando piuttosto male la campagna elettorale Erdogan.

Tra 10 giorni, infatti, la Turchia sceglierà per la prima volta tramite le urne del popolo il suo presidente. Erdogan che ha portato avanti in sordina una svolta islamica proprio attraverso i suoi collaboratori, nascosta da una facciata di esplosione economica che alcune zone metropolitane stanno vivendo in questi anni. La rete filo-occidentale insorge contro la presidenza. Ma la Turchia è un paese forte e l’Islam e altre fedi sono radicate nel territorio. Il risultato elettorale è tutt’altro che scontato.

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