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Turista senza vestiti nella Fontana di Trevi, “Avevo voglia di omaggiare la città”: Roma sempre più vittima degli esibizionisti

La Fontana di Trevi ancora vittima di turisti poco rispettosi. Protagonista di questa vicenda è un trentenne catalano, un turista che – almeno stando alle sue parole – aveva così tanta voglia di omaggiare la città che ha pensato bene di fare un bagno nella fontana più celebre di Roma. Ma non è tutto: il trentenne era completamente senza vestiti.

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Non c’è pace per Roma e per i suoi tanti monumenti. La città della “Grande Bellezza” è stata di nuovo vittima dell’esibizionismo e della noncuranza dei turisti che – anche a costo di incorrere in multe – sono sempre più propensi a lasciare il segno del loro passaggio nella Città Eterna. Notizia di poche ore fa è quella della performance “senza veli” di Adriàn Pino Olivera, trentenne catalano già celebre per le sue esibizioni artistiche – o presunte tali – avvenute di fronte alla Venere di Botticelli a Firenze o alla Nike di Samotracia, al Museo del Louvre di Parigi. “Non avete capito questo è el poder poético y politico del cuerpo desnudo” ha affermato in un italiano poco fluente il giovane in risposta alle critiche rivoltogli dalla folla non appena è emerso “come mamma l’ha fatto” dalle acque della Fontana di Trevi. La performance alla Anita Ekberg non è però stata apprezzata né dai romani né dalle Forze dell’Ordine che hanno punito l’uomo con 450 euro di multa.

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Una punizione esemplare? Si direbbe di no: nonostante le tante campagne di sensibilizzazione volte alla tutela del patrimonio artistico e culturale nazionale ed internazionale, Roma – come tutte le altre città d’arte – è continuamente vittima dell’esibizionismo e delle trovate di turisti irrispettosi. Meno di dieci giorni fa, infatti, un altro turista ha inciso il nome della figlia e della moglie sul Colosseo. “Il mio nudo artistico è solo un inno alla bellezza femminile. Qualcosa di molto spirituale. Da contrapporre al mondo capitalista governato da uomini. Non c’era nulla di pornografico, di sporco. Questi sono tabù che ci arrivano dal cristianesimo mentre io mi rifaccio alla bellezza del corpo umano esaltata con gli dei pagani” ha spiegato il trentenne catalano commentando la propria perfomance. Ma può davvero definirsi arte ciò che deturpa un monumento storico e la cui bellezza è celebrata da secoli?

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