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Tutti gli ostacoli dell’essere sordi, oggi!

In un mondo dove la comunicazione corre veloce, purtroppo non è sempre così per le persone audiolese. A rappresentare un ostacolo in tutte le attività quotidiane (da quelle lavorative a quelle sportive, ludiche, etc..) è il linguaggio verbale, spesso, non sostituito da quello dei segni.

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Ad affermarlo, Costanzo Del Vecchio, segretario nazionale dell’ENSO (Ente Nazionale Sordi Onlus) durante il recente convegno “Obiettivo Lis: un progetto di legge, un progetto di vita per l’abbattimento delle barriere della comunicazione“. L’autorevole rappresentate ha dichiarato in modo accorato che: “I sordi sono cittadini non pienamente integrati, perché non possono interloquire con chi non conosce la lingua dei segni. Ecco perché chiediamo che lo Stato dia dignità a questo linguaggio, dando la libertà, ai non udenti, di scegliere il mezzo di comunicazione che preferiscono“.

Anche la Senatrice del Pd, Pina Maturani, fa sentire la sua autorevole voce sul problema degli ostacoli alla comunicazione che subiscono le persone sorde ogni giorno: “L’Italia lavora molto per far parlare i popoli ma non riesce a interloquire con le persone sorde. La società deve capire le difficoltà che incontrano nella vita di tutti i giorni“. La senatrice è anche membro della XII Commissione permanente di Igiene e Sanità del Senato. E, a proposito di enti legislativi, ricordiamo che da tempo è depositato in Parlamento un disegno di legge, in tal senso, per favorire la comunicazione tra le due diversità di un’unica società civile. Velocizzare la sua approvazione è segno di civiltà e garanzia, soprattutto se, come ci ricorda anche Rita Visini, assessore alle politiche sociali della Regione capitolina, “una comunità che nega un diritto ad un disabile è una comunità più debole e povera!“.

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Quali sono i diritti dei disabili? Ovviamente quelli di tutti i cittadini del Paese, quelli più semplici, quotidiani come: poter guardare la tv, andare a scuola per apprendere assieme agli altri e fare sport. Anche quelli agonistici. “Gli allenatori in campo spesso danno indicazioni, i sordi ignorano e continuano a giocare e questa è una sconfitta“, come ha evidenziato Guido Zanecchia, delegato della Federazione Italiana Sport Sordi. E, a proposito di televisione, visto che siamo in periodo di canone RAI, questa tassa la pagano “…anche i sordi ed è giusto che possano anche loro usufruire di questo servizio“. A sottolinearlo è il vice-presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza della Tv di Stato, Salvatore Margiotta (Pd).

Secondo l’autorevole responsabile della Commissione, il problema non è da poco. Facendo riferimento, come esempio, a Rainews, la rete Rai usata per tenere costantemente informata i cittadini su quanto accade in diretta, ai sordomuti è dedicata una sola edizione in tutta la giornata. Ma se è necessario fornire notizie in situazioni d’emergenza (come è capitato in queste ultime ore per via dei nubifragi), le persone audiolese che fanno? Prima di essere informate o capire se gli organi di protezione civile stanno emanando delle importanti raccomandazioni alla popolazione, aspettano che venga trasmessa la loro edizione del notiziario?

Per questo più che mai, la lingua dei segni deve essere una presenza costante in tutte le attività. Speriamo che ciò accadi presto. Altrimenti, i potenti strumenti di informazione come Internet o i social network non avrebbero senso se, poi, non siamo in grado di comunicare verbalmente tra di noi!

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