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Tutti innamorati di Mario Draghi, ma fino a quando?

Dal giorno in cui il presidente Mattarella gli ha affidato l’incarico per formare il nuovo governo, Mario Draghi è sulla bocca di tutti. Inevitabile, considerata la situazione in cui versa il Paese e i fatti che hanno portato alla sua “chiamata”. Un Draghi “salvatore della Patria” prende forma di ora in ora, a partire dagli endorsement attesi, come quello degli (ex) radicali Bonino e Della Vedova, a quelli meno attesi come quello di un (ex) comico, ora “garante” della forza politica più votata alle ultime elezioni, Grillo.

Senza dimenticare il segretario del Pd, Zingaretti, e l’ex segretario Dem nonché “tragediatore seriale”, Renzi. Per finire con l’ex (ah no, lo è ridiventato) Cavaliere, Silvio Berlusconi. Ma non è finita qui, perché per “Supermario”, oltre ai meritati apprezzamenti (non pelosi come quelli legati ad interesse di bottega politica) provenienti dall’estero, da Bruxelles a Washington, è arrivata una pioggia di complimenti. Da maitre-a-penser “liberi” a giornalisti embedded, fino ad esponenti del mondo della cultura.

mario draghi

Secondo noi, sono senza dubbio alcuno meritati. Ma molti di questi apprezzamenti, “pelosi” quanto quelli della politica che vuol evitare a tutti i costi di misurarsi con l’elettorato utilizzando la (buona) ragione della drammatica situazione del paese, hanno l’aria dell’opportunismo. Tutti innamorati di Draghi, dunque? Sì direbbe di sì, ma quel che non possiamo sapere è quanto durerà questo amore.

Bisogna fare dei distinguo, anche perché non tutte le dichiarazioni entusiaste nei confronti del premier incaricato, come detto, hanno l’aspetto della sincerità. Ad aiutarci nel rileggerle in una chiave più vera, o meglio, più cinica, ci aiuta come sempre Dago. Tra le dichiarazioni d’amore più divertenti c’è quella di Maria Stella Gelmini, l’ex ministra dell’Istruzione di Forza Italia, quella del “tunnel di neutrini che va dal Cern di Ginevra fin sotto al Gran Sasso”. Che dice la bresciana di Draghi? “Le sue analisi sono una traccia”. Speriamo più chiara della geografia, almeno di quella dell’Abruzzo.

“Noi ci ciucceremo per qualche mese un’ammucchiata con Pd, FI, Iv, Calenda e frattaglie poltroniste di Lega e M5S guidata dai premier preferiti dai giornaloni (Cottarelli, Cartabia, Amato, Cassese, robe così: Draghi non è fesso). Una sbobba talmente immangiabile che molta gente urlerà: Ridateci Conte”, scrive Dagospia. Andrà così? Forse, ma nel frattempo il nostro augurio è che il Paese abbia fatto un bel passo oltre il tunnel buio in cui è precipitato.

Certi amori non finiscono

Fanno dei giri immensi

E poi ritornano

Così cantava tempo fa Antonello Venditti. Salvo poi chiosare: “Ma amici mai”. Ecco, il nostro augurio, per il bene dell’Italia, è che questo “amore” per Mario Draghi duri abbastanza a lungo. Il tempo necessario per farci uscire dal disastro causato dalla pandemia e da una gestione che seppur coraggiosa (e il merito è soprattutto di Giuseppe Conte) è stata molto spesso caotica. Così che, quel giorno, potremmo anche dire con serenità “amici mai”, e pensare, forse, a un nuovo amore. Sempre per il bene del paese, ça va sans dire. >> Gli editoriali su UrbanPost

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