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Twitter, che polemica: spunta un quarto fondatore?

Molto probabilmente la rivelazione che ha fatto Noah Glass avrà una risonanza planetaria. Il “conguettio” più famoso del mondo, infatti, pare non avere solamente tre fondatori, ovvero il chairman Jack Dorsey, il CEO Evan Williams e il creative director Biz Stone.

Twitter

Ma andiamo con ordine, anno 2005. Noah lavora nella società Odeo, e, nel frattempo, Evan Williams decide di investire nella stessa, diventandone Ceo e coinvolgendo l’amico Christopher, detto Biz Stone. È il turno, ora, di Jack Dorsey, che lancia l’idea che in un secondo momento sarebbe diventata effettivamente Twitter (nome scelto da Glass). Siamo giunti all’anno 2006, annata che porta il lancio effettivo del social dell’uccellino blu.

Ci vollero tonnellate di sforzo e di energia, non ho creato Twitter da solo, ma senza di me Twitter non esisterebbe”.

Il tradimento si consuma a luglio del 2006: Williams compra Odeo, Twitter compreso, fondando la società Obvious, con la conseguenza che Dorsey ne diventa Ceo. Glass è licenziato: “Se fossi rimasto dentro avrei guadagnato molto, molto di più. Ho intascato una cifra molto esigua a fronte del mio coinvolgimento in Odeo”, queste le sue parole.

Per concludere, da segnalare ciò che quest’ultimo dichiarò lo scorso 13 settembre: “Auguro alla squadra di Twitter le migliori fortune, sono certo che avranno successo“. Una grande dimostrazione di stile, che non tutti – probabilmente – avrebbero dimostrato. Non una bella vicenda, non c’è che dire, ma Noah di sicuro farà ancora parlare di se in futuro, perché il suo “genio” è fuori discussione e magari (perché no) un domani stupirà il mondo. Con una nuova, originale e innovativa novità.

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